Sogno inquietante.

fontana con pellicano.

 

Stavo ruminando l’idea di un’isola carnivora con un vulcano bocca che parlava eruttando fumetti immagine da interpretare col canone, fuori era tutto silenzioso e dentro forse mi addormentai e stavo sognando, altrimenti come sarebbe possibile? Comunque ero a letto, sotto le coperte e proprio in quel momento entrarono senza bussare, anzi proprio come se la porta non ci fosse, due fantasmi. Se qualcuno mi chiedesse come ho fatto a riconoscerli subito non saprei rispondere, l’intuito è un dono e quelli che ce l’hanno possono capire, le forme erano slanciate e femminili, piene di curve al posto giusto, brillavano di astio e rancore represso, una luce sgretolante che cambiava continuamente colore senza però completarsi, come dire?…diventavano quasi gialle o quasi rosse o quasi qualsiasi altra cosa perché il colore è un concetto che ognuno interpreta a modo suo ed a modo mio non è facile da spiegare.

Invidia e Gelosia sgusciando come cozze fuori dal guscio si ficcarono nel letto ognuna ad un fianco, mi tolsero mutande e canottiera ed iniziarono subito a leccarmi in ogni parte e sembrava proprio che avessero una fame del diavolo.

La faccenda era inquietante e nello stesso tempo piacevole, infatti mi venne subito duro e quelle si misero a stringarlo come l’archetto una corda di violino, intuivo che volevano dirmi qualcosa ma non potevano parlare e continuavano a cambiare colore senza realizzarlo, ebbene che si è geniali a fare? il colore è una tonalità musicale, ad esempio un bosco in primavera pieno di fiori e farfalle colorate suona come un’orchestra a chi ha orecchio negli occhi e quelle parlavano così, un canto policromo e facevano un duetto che lo struscio della loro lingua sulla pelle rendeva particolarmente armonioso, ci volle un po’ ma alla fine, dopo che mi ebbero leccato tanto da rendermi lucido come uno specchio, tra gridolini eccitati dissero: “Noi siamo le tue migliori amiche.”

Purtroppo non potei ascoltare altro perché proprio in quel momento mi svegliai, mi ero sborrato nelle mutande, fuori c’era il solito silenzio e dentro mi alzai dal letto per andare a cambiarle…

 

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