Il volo nuziale.

Presa

 

minnie

Passavo un periodo d’abbacchiamento, ero poco allegro e cercavo una piuma per farmi il solletico quando improvvisamente mi ritrovai nella realtà, uno shock.

Cincischiando con le parole, una sfera magica, nel Canone conta solo il risultato e non importa come lo si ottiene, un gioco per menti fini, il confronto, ad esempio ci sono autori da quattro soldi che hanno un seguito di lettori da quattro soldi e sono i più, di contro c’è una microstruttura intellettuale di primo piano, un corpo dove ogni elemento contribuisce alla causa, nulla è certo, oggi è così domani è cosà, si va a fiuto, di base c’è il confronto, in natura quando una cagna va in calore il messaggio del suo odore viene recepito dai cani a chilometri di distanza, il messaggio non si vede ma si sente e lo fa venire subito duro, potrebbe essere una trappola.

Capita quando si sta in agguato alle occasioni di non vederne passare nemmeno una oppure così striminzite da non interessare ed in tal caso si aspetta con pazienza e prima o poi qualcosa si prende. Il canone base è formato da due scale cromatiche, una ascendente ed una discendente contrappuntate tra loro, discorso trito però fa da confronto, una scala cromatica inizia dal do uguale a zero e prosegue fino al do diesis dove si collega al do della scala successiva, l’immagine di una vagina, il buco allo zero dove c’è il do e poi la scopata, la sborrata, la corsa degli spermatozoi all’ovulo dove c’è il si diesis e si realizza l’idea in una nuova ottava dove si forma l’embrione fino a quando esce in una altra ottava e si entra nella realtà, uno shock.

Ci vuole fantasia per vedere le figure, lo fanno anche i fuchi nel volo nuziale, solo il migliore arriva a fecondare la regina, una sborrata di api, la figura si ripete, ridonda, si vedono le campane battere a stormo, il segnale è convenuto ma la libertà viene prima di tutto.

Significati puri, meno si sa meglio è, impostata l’idea il resto è conseguenza ed alla conseguenza chissenefrega, la paura di morire come figura si legge in una negazione del punto finale del fenomeno, si può vedere come una figa col tappo che impedisce al feto di uscire nella nuova ottava, una figa tappata deve puzzare in modo orrendo ma questo è relativo se non si dà peso alle parole, strumento d’indagine, come frulla, i cani abbaiano, i porci grugniscono e l’uomo parla.

Negare il punto finale riporta alla disputa degli universali ed ai nominalisti che negavano la forma, se non è forma è nome quindi il nome è forma, in tal caso la nascita è morte quindi negando la nascita si nega la morte e rimane il movimento della realtà che cammina coi piedi per terra sull’attimo corrente.

Topolino era nero ed anche Minnie, l’eterna fidanzata con le nipotine, non scopavano mai quindi non producevano idee, una figura ideale, se ne vedono altre simili per il confronto come la signora Maigret, il dottor Watson di Sherlock Holmes, la madonna e san Giuseppe, Venerdì e Robinson Crusoe, nel Canone si va a frullo, sembra enigmistica, si può continuare per associazione con Mrs Robinson cantata da Simon e Grandfunker nel Laureato, l’assonanza di Mrs Robinson e la citrullaggine dei bambini, quindi Minnie e l’ermafrodito dottore e una laurea che si può leggere in vari modi.

La voce della coscienza, la voce del silenzio, a quei tempi andava di moda, la suonavo con la chitarra, che bello non pensare, la libertà è lo spazio della gabbia, il fenomeno dura da zero a tot e si ripete in un’ottava superiore dove le note sono sempre le stesse ma suonano più acute, se non esce dalla figa stagna e puzza e la nuvola sale in testa, nel pensiero, l’angoscia della gelosia ad esempio, ne parlava anche Kierkegaard poi Schopenhauer la curò col nichilismo e dal quel nulla Nietzsche tirò fuori il superuomo, una trascendenza che come si vede dalle figure è un dottore ermafrodito morto.

La nuvola che sale al pensiero, un feto morto cioè sempre la stessa idea, un chiodo fisso, in informatica si chiama cloud, un hardware che contiene un software di informazioni registrate.

Il canone è entrato nell’informatica, dalla sborrata iniziale ne abbiamo fatta di strada, da Minnie al mouse, si fa clic su un link e si trasmette l’energia all’ascensore dell’indice telematico di tirar su dal pozzo dei livelli la pagina del link, quindi un numero di telefono, una telefonata… qualcosa che clicca sempre sullo stesso punto, un topo che rode, la trappola l’ho messa, l’esca è appetitosa e sull’attimo non resta che la pazienza.

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humour (2)

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