Tra le rive.

Poesia.

tra le rive

          Parole.

Acqua che scorre da un rubinetto chiuso

          s’immagina

folletti tra i fiori scambiarsi le mutande

quadri con picche puntute finestre aperte sul sentiero

          la notte

tra i rami del bosco filtrano i raggi di luna

   il ragno li tesse

tappeto volante in viaggio nella fantasia

   polvere di deserto

arido tempio fra le stelle

la semplicità in un bicchiere di piscio da bere in un sorso

    stride al contrasto

           ride

           chiuso in quel giorno, quale giorno? 

 

Oggi soltanto saltando quel tanto che ingombra

       pelle di specchio in frantumi

          palazzo di vetro

     un posto tranquillo per rollarsi la canna

       vaghe nuvolette svaporano nell’aria

      sogni… gab

         folletto

 

pantera

        Sfumature.

Amante distratta sulla strada puntato il mirino sfumatu

                  saetta affilata si lancia

             boato di tuono esplosione

        s’alza l’onda lunga lingua a leccare

   il culo della questione

“un bestione si sa ma fa l’occasione”

   sfumature le parole pennellano il padiglione

       la cracia dei piedi per il lungo cammino

       il sentiero serpeggia sull’orma tra l’ombra d’una bomba

             s’allunga tra gli anfratti della piaga

         pus fresco che cola lava di vulcano tra le fiamme eccitate

      colore di pesco fiorito

    il sole lo bacia al giro di boa,

         aria tra le pagine del tempo. gab[1]

sfumature

 

bambola

Serenata.

Occasioni da cogliere sull’albero del caso

in giro per la vita andando a naso

cova l’idea intanata a casa

che dal teatro di illusi se n’era ’vasa

re regine conti e duchesse

fan girotondo sulle carni lesse

foglie ingiallite d’un vecchio bosso

che tremulo vento conduce al fosso.

 

Suona la lira un satiro stanco

di cantare lagna sul foglio bianco

note scordate di versare in banca

sangue e sudore della scarsella franca,

Eco non vuole puntare al gioco

l’abito smesso di prender fuoco

solo a vederlo alzare i tacchi

ahimè dolere si presta a sacchi…

 

’giunge la via parole rotte

che sole al tramonto conduce a notte

tutte le stelle che brillano ratte

porgono al seno il caldo latte

mangia la foglia il parlar segreto

che nulla ragiona d’alcun divieto

nuda la pelle non porta data

solo il piacere d’una serenata.

i fiori del male

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