Vita d’uccello.

ponte sax (90)

     Un pugno di mosche.

Vita d’uccello volare dove frulla dietro l’odore di un solo dì

vita beata e spensierata all’occasione che ama il sì,

ci sono spine in ogni rosa

con la corrente di chi le sposa

guardare è bene senza toccare

il solo cruccio di sto giocare…

 

 Musica è fuoco che incendia l’atto

luci e colori spalmati a tatto

dipinge il giorno alba e tramonto

senza pregare o far di conto,

viene la sera cicalar di stelle

calde nel nido senza bretelle

riposano l’ali il lungo volo

tra le parole salpate al molo…  

 

Piatto del giorno da cucinare

salsa d’amore per continuare

apre le gambe la poesia

per il leccare di cortesia

dolce fluire della sorgente

scorre nell’alveo che porta a niente

mare che s’apre al navigare

sul tetto di stelle da scoperchiare…

airone

 

 

autunno (2)

Il povero Piero.

Tra i denti della macina il tempo ingiallito

        star lì tremula foglia ad aspettare

   che il culo si apra ed esca la merda

        tigre sdentata sdunghiata scazzata malnata invecchiata

   quel che passivo rivale all’attivo

        nel lungo elenco fattosi nome di pietra scarlatta

leccami il cazzo mignatta…

                Povero Piero il culo s’arriccia

            a far del programma un solo momento,

      quel ramo c’ attende si stacchi

e volar giù al placido sonno che non calza risveglio…

      soffio di vento e botta di mano

                un salto è finito

                 ma nulla accade e s’attende domani

non vende alla sera latrare di cani…

         Quell’uno e quell’altro

di facce complesso tra pena e viltà,

    gelosia si porta la via

      che al lungo cammino ha tolto la vita,

forza maggiore non offre quartiere

    ed oste col conto non chiede pietà,

            non dà la parola alla sua museruola

un tacito incontro tra le lenzuola…

ritratto mu (9)

 

 

balletto

Fatto nome che non rima.
Rinsecchito un solo istante

fermo al palo che non getta

altra idea d’un idrante

butta acqua sulla fretta

chiuso il mondo tra le mura

gioia e festa a dar la stura.

 

Poesia s’è oscurata

per l’ecclissi di un cafone

reca vita trasandata

nella bolla di sapone

sullo scoglio ad accordare

nuova riva da abbordare.

 

Fantasia quella terra

dove danzano comari

lieve il sogno che si sferra

per volar su tutti i mari

ora visti dall’occhiello

nella chiusa del bordello.

 

Le parole soffia il vento

a danzare nell’aia scalza

mal celando il suo tormento

che dal culo il peto alza

luce al foro della tazza

   per cagare su quella gazza.

Merdaccia

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