Il cottolengo.

il ciuccio

Il pensiero, che pizza, l’impotenza di un feto chiuso in una placenta di mattoni, i furbacchioni dell’informatica la chiamano shell, una conchiglia che isola dall’esterno, i muri disegnati da ditate di sangue con sfumature giallo piscio e marrone merda, il cordone ombelicale che nutre collegato ai dottori del cottolengo, questo nel tempo recente poi ci sono i livelli come nel computer e livello dopo livello si scende nel tempo fino all’origine e su ogni livello i personaggi cambiano rimanendo gli stessi.

Un meccanismo complesso da analizzare con la logica pura, filosofia, senza dar peso alle parole.

Il pensiero è un effetto e l’effetto non è causa. La causa, sembra un programma inserito in un computer, in questo caso il sistema psichico umano, gli informatici lo chiamano chip, il significato di chip tradotto dall’inglese è vago, frammento, scheggia, comunque un puntino piccolo piccolo, il canone scioglie la parola dai significati e va per associazione, ad esempio si dice mi hai messo una pulce nell’orecchio che dà da pensare inoltre chip e pulce sono termini assonantici quindi nel nostro caso la chip è una pulce, a occhio nudo non si vede, sta dentro la mentalità ma si può probabilizzare.

Lo spazio tempo è un nome, la forma o significato data dai libri non si capisce un tubo, almeno per chi sta scrivendo che ha letto sia Einstein che le interpretazioni con calcoli matematici complicatissimi che dà Cassirer che non a caso suona con castronerie.

Per la logica pura il nome non è forma, il tempo non è spazio quindi il tempo è nome e lo spazio è forma quindi lo spazio tempo è un nome forma.

Continuando il ragionamento il nome non è forma, il limite non è spazio quindi il limite è nome e lo spazio è forma. Come detto prima il tempo è nome, il limite è nome quindi per la regola a=b, b=c, a=c, il tempo è limite, ancora quindi lo spazio tempo è una spazio limite.

Un limite spaziato o zoomato cioè un punto fatto apparire come uno spazio, nel nostro caso una pulce fatta apparire come un dinosauro. Fin qui il tema è già stato trattato, il collegamento con la trascendenza di Kant e con i livelli del computer, il fenomeno non può uscire dallo spazio che gli dà forma così come da oggi non si può tornare a ieri o saltare a domani quindi le figure sono caricate o meglio impilate una sull’altra sul limite finale.

Sulla pagina di oggi come sul video del computer c’è il pensiero agente, un effetto, la causa sta alla base cioè sul limite finale al passato dove venne caricato il primo livello. Chi c’è in fondo al pozzo?

A questo punto non si può toccare con mano, bisognerebbe tornare indietro di migliaia di anni e bisogna calcolare la probabilità.

L’inizio, le favole raccontate ai bambini boccaloni, Adamo ed Eva, il peccato, la colpa e la cacciata dal paradiso inoltre un dio causa che prende effetto cioè corpo di bene dal male della sua creazione.

Adamo ed Eva sono nomi, la forma viene recepita dal sistema psichico che si sdoppia in due entità separate che convivono in un unico corpo, la figura di un corpo a due teste che si odiano e si danno morsi distruggendosi a vicenda incolpandosi per il peccato commesso, angoscia, gelosia ecc.

In questo caso l’odio è necessario alla figura per poter esistere, il nome non è forma, sono solo nomi, l’odio nega e la negazione dà loro la forma, se si amassero non potrebbero esistere. Avvicinando l’orecchio alla pulce si sente Adamo dire a Eva: “Che me ne faccio di te? Ormai il culo ho imparato a pulirmelo da solo…”

A parte gli scherzi, continuiamo con logica. A dare forma ad Eva è l’odio del nome Adamo ed a dare forma ad Adamo è l’odio del nome Eva quindi nel pensiero il maschio è femmina e la femmina è maschio ed in realtà a dire questa cosa non è Adamo ad Eva ma viceversa, la logica il nome è forma del nominalismo.

Il programma agisce ed il comportamento è conseguenza, nel pensiero agente sulla pagina di oggi si vede il dottor Faust, un falso dottore ingigantito dalla credulità di milioni di rimbambiti dalle medicine che come dio pontifica sul male di cui è causa, qualcosa del genere doveva esserci anche ai tempi della cacciata dal paradiso ma a questo punto ha poca importanza, basta non identificarsi, quella di Adamo ed Eva è solo una favola ed in realtà non sono mai esistiti quindi alla base, sul punto finale del fenomeno che dà forma al pensiero c’è nulla, assolutamente nulla.

ragno brigante

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