Panta rhei.

deriva

Passato d’anni sull’isola deserta a guardare l’orizzonte in attesa di una nave, scorrono tempeste e bonacce, albe e tramonti, le maree della fortuna, i sogni, vivere di caccia e di pesca, mettere trappole, sbucciare banane, rompere cocchi e ridere di scimmie e sberleffi… nel forno che cuoce, profumo d’oblio, nebbia che svapora davanti la realtà.

L’arte di vivere non è nome, naturale come viene, la camera arrossata dai bagliori del caminetto, perlage nei bicchieri appannati, il piatto dei bon bon, piacevole musichetta di sottofondo, ebbrezza senza tempo, sapore di rossetto, profumo eccitante,  accucciato sul divano la tua bocca golosa, il muscolo  gioca con  le labbra la lingua i risucchi di gola scivola sul palato sospiri e gridolini gonfia gonfia sprizzano le prime fiamme il fuoco s’allarga l’incendio un boato esplode il vulcano lapilli faville…

Una faccia per ogni occasione, sapersi districare in ogni situazione, con stile si intende, originale, la realtà è un osso duro da rosicchiare, alla ventura su una foglia abbandonata alla corrente, l’essere spettacolo, la recita improvvisata sul vento che tira, partita a poker con il morto, bluff e rilanci, humour e pernacchie…

giraffa

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