Lo zio Sam.

passeggiata fotografica

Un Barone pieno di morti tenuti in vita dalla negazione di un vivo, questo sta chiuso in una piccola bara e mentre i cafoni ammaestrati sorseggiano il te col mignolo alzato cerca un confronto accertato dall’esperienza per calcolare la probabilità.

Di vivere come un morto si è proprio stufato, i segni annullano ogni progetto ed intanto il tempo stringe..

Una lunga fila di ieri prende forma dalla negazione di oggi, questo salta da un giorno all’altro al passato da che è nato e si dimentica di vivere, come potrebbe chiuso com’è dentro una bara? “To die, to sleep, perchance to dream…” recita Amleto nel monologo accarezzando la punta acuminata della sua lingua, forse sogna di vivere e poi chi può dire? per logica un morto che muore torna a vivere e allora aspetta con ansia senza sapere cosa…

Il deposito di Paperon de Paperoni, lui nuota nelle monetine in un fumetto della Disney, lo spazio tempo, il nome forma, la figura di Dio, una cassaforte piena di soldi dal valore solo nominale prende forma dai soldi che circolano oggi, questi vanno a coprire le richieste sempre più pressanti che arrivano da ieri, la zecca rovente, i pozzi petroliferi pompano all’impazzata ed intanto il tempo stringe…

Si potrebbe continuare da riempire pagine su pagine, parole che una volta scritte non esistono più, per il filosofo è facile fare i collegamenti ed a questo punto si chiede: “Che sarebbe altrimenti?”

Dopo tanti anni si può arrivare ad affezionarsi alla propria bara, la morte è solo nominale, oggi una bella bistecca al sangue da sbranare goccia a goccia, domani chissenefrega…

scatto a sorpresa

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