Fuori le lancette dell’orologio l’onda.

 

Di buon ora tra le vigne al prossimo treno,

ali di piedi scalzati currenta indiavolata

fisarmonica d’attori canuti dejà-vu

fantasmi incolonnati sul tramonto in guerra con l’alba

una sottile linea di buio

passa il corteggio di Dioniso

il bardo

accesi i falò arrossano le stelle curiose di tanto baccano.

 

castello

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