Dottore in seghe.

 

Essere tanti come uno dimenticati per la strada

luci e clamore richiami di bordello l’ombra del melo

la giungla “invisibile droga” serpeggia affonda la spada

fuoco e faville putrida terra ritorna manna al cielo

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Fanno cagnara senza dire essere avere nella tomba

piange a schizzo di cipolla la servetta col padrone

localini sussurranti fumo spira il silenzio della tromba

dejà vu sotto la tavola toccata e fuga di un sopranome

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Cade la mela dall’amo su il sipario all’arrembaggio

clicca il giorno l’avventura dove va e dove spacca

tutto il quanto si fa per dire sono tre soldi di coraggio

fiorisce la vita dal suo seme bene pasciuto nella cacca.

cinque terre

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