Le anime morte. (P.4)

L’ombra di Cesare.

Parla d’amore avvita bulloni, ruote dentate, ingranaggi che girano, dall’uno all’universale un fragore d’inferno, le fondamenta dell’orrore che filano alla perfezione. Impasta la storia, elenco di morti, santi e demoni, particolari probabilità… ho conosciuto una tarantolata, ballava bene, la tarantella, la pizzica e nella famiglia ci metterei anche la belly dance, la danza del ventre, perché no? A letto poi si contorceva come un serpente, più ficcavo e più urlava, mordeva, graffiava, mi strappava i capelli…poi si discuteva sull’origine del nome “tarantolata” e relativo ballo, sembrano insaccate, probabile riferimento alle danze furiose della baccanti del corteggio di Dioniso, quelle sbranavano, sono loro che sbranarono Orfeo, il poeta la cui testa rotola ancora oggi in cerca di qualcuno che l’ascolti…

Parole eppure glielo dicevo che poteva essere diverso, guardavo le probabilità e vedevo donne rinchiuse dalla vita in giù in sacchi pieni di tarantole velenose che pungevano a sangue e danzavano urlando, battevano le mani contro il sacco dove sentivano pungere, erano terrorizzate…intorno un pubblico che guardava spietato, ridevano, fischiavano, battevano le mani, nacchere, tamburelli… lei non ci credeva a queste cose ed intanto si grattava da tutte le parti, le tarantole sanno solo mordere… le dicevo di uscire dal sacco, che i ragni non c’erano più ma a che serviva? Una macchina, rotelle, ingranaggi caricati a molla, che altro? Una perfezione da sbalordire!

Intanto la troika di Cicicov alias Gesù Cristo, alias… continua ad avanzare trascinandosi dietro una scia sterminata di anime morte, non si vede la fine, nomi solo nomi trascesi nel pensiero dove sguazzano alla grande, sono “io” Cicicov! chi l’avrebbe mai detto?

“Io” sono un personaggio letterale, la mia forma è fatta di parole e sono un autore, uno scrittore o meglio, dato che chi scrive sta di fronte alla pagina, un cantastorie.

Inchiostro nero quindi sono nero, potrei anche essere il famoso Negro dello zar e qui il canone fa scintille, Negro dello zar è un nome, negro oltre a morto può significare altre cose, ad esempio nella lingua inglese negri sono detti quelli che scrivono per altri, scrittori invisibili, ombre, i ghost writer.

Zar e un derivato della lingua russa dal nome Cesare quindi Negro dello zar si legge l’ombra di Cesare, qualcosa prima della storia di quell’ubriacone di Puskin…

Sempre “io” ma chi può essere, il fantasma di Giulio Cesare alias Cicicov alias Gesù Cristo alla raccolta delle anime oppure… salti di stile, storie approssimative, favole, un tempo girava la voce che Giulio Cesare non sapeva ne leggere ne scrivere e per questo si portava dietro un biografo che scriveva passo a passo la cronaca della conquista… ci sarebbe da dire, ad esempio nel de Bello si legge che a Farsalo le truppe di Pompeo sbaragliano quelle di Cesare e poi improvvisamente si ritirano ed il libro si interrompe e poi Cesare finisce in Egitto tirandosi dietro le legioni di Pompeo, che sarà successo veramente?

Quando si tratta di re dei giuda le probabilità vanno lette al contrario, comunque questo non centra, è venuto fuori il biografo di Cesare, un ghost writer, il negro dello zar quindi un morto che si tramanda da secoli sui libri di tutto il mondo influenzando scrittori e poeti… e sono “IO!”

“Io”… tutto sembra girare intorno alla Russia, potrei essere uno scrittore russo, ad esempio Dostoevskij, i Karamazov l’ho letto almeno venti volte ma allora chi è che leggeva? “Io” o quell’altro che scrive?… potrebbe essere quell’ubriacone di Bulgakov…il maestro e Margherita, il dottor Faust russo, quanti al mondo di tanti sapientoni che ci sono hanno visto le analogie tra il Maestro e Margherita e l’amante di Lady Chatterly, il marito di Margherita, il dottore cornuto? Si passa in Inghilterra, la letteratura si allarga sacco pieno di tarantole a contenere tutti i libri scritti dall’umanità, sempre la stessa storia e gli scrittori si grattano dalle punture…

Comunque siamo arrivati al biografo di Cesare, il negro dello zar e sono “io”, la maschera è caduta, uno scrittore che sta in ombra scrivendo per altri e chi può essere? Forse quello che sta scrivendo in carne ed ossa? Vuol dire che “io” gli ho preso la mano e messo in ombra e così lui scrive per me? Una specie di dibbuk direbbe quello scampato ai forni di Singer, il figlio del rabbino, tanto per riprendere la mentalità degli ebrei tirata fuori dall’inferno.

La domanda è arrappante, intanto me ne torno nella scatola delle parole e chissenefrega di Giulio Cesare e della sua ombra…

 

l'ombra di Cesare

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: