Giocoliere.

 

Professionale poker con il pagliaccio carte false sul tavolo la maschera del dottore pena crocifissa il piatto piange passo le lacrime scorrono sotto terra al pantano passo ancora la testa sul ceppo sognando il boia che cala la mannaia una buona carta chissà com’è veramente uno sballo comunque un colpo e via smazza le carte sempre false qualsiasi gioco ne ha meglio allora passo e la partita va avanti così senza risposte taciturna l’aria del manicomio la notte le stelle passeggiata solitaria che altro se non è cagna è scrofa scelta sul tavolo tra le carte del pagliaccio nessuno impiccio accoccolato tra le braccia dell’odio il muro la fessura ed uno sputacchio scala reale che sarebbe diversamente caccia alla figa il profumo la cattura e poi un colpo e via ancora se vale la pena anche due ma non di più il pesce puzza aria fresca volando dalle parole ai fatti fuori dal manicomio la natura apre le braccia la vita tanta perfezione sbalordisce così com’è uomo a guardare le gabbie dello zoo senza commenti su quel che c’è dentro…

 

le fate ed il manicomio