Auto analisi.

 

La realtà, come camminare su un tapis roulant, il mondo scorre, l’attimo sul punto a guardare, presente continuum, fantasmi evanescenti segnano le ore, scampanii di campane fesse, venticello monotono e null’altro.

Su una bancarella di libri usati spicca la copertina del “Povero Piero” di A.C., devo averlo letto in gioventù, una nuvola sul cranio di ricordi che vanno lentamente dissolvendosi, povero Piero è un nome, omonimia del caso, il nome non è forma, la forma cos’è? guardo, scruto attentamente e vedo che non esiste, non è mai esistita, cioè, forse l’assonanza del povero cristo, sfilano principi re imperatori, mandate un soldino, pietosa maestà del cosiddetto non plus ultra, ontologia di sant’Anselmo, quella la figura, brrr… non mi piace proprio niente, dov’è se non esiste, solo un nome, oppure una prigione, qualsiasi cosa facessi gli darei forma, allora fare niente, mangiare cagare e tirare a campare, punto sulla realtà altrimenti…

Musica al silenzio assassino

caldi colori sull’iceberg

parole solo parole…

 

auto analisi

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