Tra le righe di un povero scemo.

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Gli occhi dell’aquila dall’empireo cielo

prigione buia

guardano i formichini proliferati

puntini puntini

nuvoloni di fame che accerchia la tempesta

come dalla causa l’effetto è dato il fiore

di questo specchio infranto il lume

la vista spazia alle ali aperte

sul vento della fortuna

che pietà non sente

e parte non prende.

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requiem

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