Il giudizio.

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Il giudizio è un nome, il nome non è forma quindi la forma del giudizio non è giudizio e se non è giudizio che cos’è?

Come un’amnesia che si cerca il dato nella memoria e non lo si trova, anche perché la forma non sta nella memoria o nel pensiero ma nella realtà con un corpo che si può vedere e toccare, comunque anche questo corpo lo si deve aver visto qualche volta ma proprio non ricordo d’averlo mai visto.

Se qualcuno l’ha visto me lo faccia sapere, a questo punto si può dire che il giudizio non ha forma, quindi è solo un nome, una cosa che può esistere solo sotto forma di parole.

Criteri di giudizio, qui si va nella statistica, per comodità si possono tirar fuori gli a priori di Kant, leggi (a suo dire) innate quindi esistenti prima dell’esperienza a cui (e questo non si capisce perché se sono innate dovrebbero essere naturali) bisogna credere per fede, (o forse per non finire in galera o peggio.)

Si può giudicare se una cosa è fredda o calda, alta o bassa, interessante o noiosa, sempre su una piano soggettivo secondo i gusti individuali che si possono raggruppare in fasce statistiche dove c’è a chi piace crudo a chi piace cotto eccetera.

Poi c’è il giudizio per eccellenza, quello sul bene e male e qui casca l’asino, ahimè…

La prima cosa che si vede è la relatività del concetto, ad esempio nella guerra fredda gli americani per sé erano buoni ed i russi cattivi e viceversa i russi per sé erano buoni e gli americani cattivi e avanti a mettere atomiche da tutte le parti.

Va be’, siamo in un manicomio quindi nulla da stupirsi, dalla figura si vede che il giudizio di bene necessita del male, se non ci fosse il male non ci sarebbe il bene e cosa ci sarebbe?

L’origine è sempre un a priori, una cosa da credere per fede, Dio passa per buono per il male della sua creazione, la causa si inverte in effetto e prende forma di bene. (questo significa che prima aveva il nome di male.)

In pratica un giochetto che comunque determina la mentalità ed il comportamento del giudicante sul giudicato, il divieto, la trasgressione e quindi la condanna.

La figura di Dio, uno zombie, una macchina psicologica, si stabilisce a priori o per partito preso che una cosa è male, la si condanna e automaticamente si passa per buoni e avanti a mettere atomiche… ad esempio il razzismo è male quindi i non razzisti sono buoni, come Dio i non razzisti sono causa del razzismo.

Ci sarebbe altro da dire ma è meglio far parlare i fatti, come andrà, questo è il manicomio, si guarda.

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ombre con scacchi

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