Canovaccio. (1)

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Era il mattino di un giorno qualsiasi in una città di mare, il sole caldo illuminava ed un venticello profumato dagli scarichi di una cloaca vicina muoveva le chiome alle palme sul lungomare dove le macchine andavano e venivano, nel porticciolo c’era un panfilo di colore rosso acceso che spiccava vistosamente sulle altre imbarcazioni ormeggiate, gente ai tavolini dei bar discuteva bevendo aperitivi, le vetrine dei negozi ammiccavano ai passanti che le guardavano, musichetta in sordina per la lontananza usciva dai juke-box qua e là.

Proprio un giorno qualsiasi quando improvvisamente si udì un’esplosione in alto mare, come una cannonata che rimbombò a lungo e subito dopo un soffio tremendo, come se si fosse stappato qualcosa di immenso pieno d’aria ed allo svanire di questo una bambina appollaiata su un piccolo scoglio qualche metro dopo il bagnasciuga di uno stabilimento balneare iniziò a strillare, urla acute e sguaiate che sfrecciavano nell’aria rimbalzando contro le case ed erano continue, lancinanti…

Gente si accalcava contro le ringhiere del lungomare e ne arrivavano da tutte le parti richiamati da quelle urla, gente era affacciata alle finestre, sui balconi, sui tetti già cominciava a salire qualcuno, una troupe televisiva che stava filmando non so cosa puntò le telecamere su quella bambina e gli strilli andarono in diretta in tutta la città e si allargava, nel cielo le nuvole che si crede siano solo nuvole ed invece sono abitate da un sacco di gente che erano tutti a guardare ed anche più su tra le stelle che di giorno non si vedono ma loro invece sì perché la loro luce è come un dito e loro guardano toccando ed erano tutte sui polpastrelli…

La bambina continuava ad urlare sirena ininterrotta, via uno avanti l’altro e li faceva durare fino a sgolarsi, la gente era nervosa, agitata, elettrizzata, si vedeva la tensione pulsare come un tam tam invisibile che faceva da sottofondo, qualcuno gridava : “Fatela smettere! Chiamate il bagnino! Cosa succede? Qualcuno la aiuti!” e senz’altro qualcuno sarebbe arrivato ma in quel momento si aprì una voragine nel mare a qualche centinaio di metri dalla spiaggia, l’acqua vorticava con ondate gigantesche e dallo squarcio iniziarono ad uscire degli essere alati, avevano il corpo antropomorfo, nudi, la pelle rosso acceso, qualcuno aveva testa umana ma i più era teste di animali, cani, porci, capre ecc. tutti avevano le corna sulla testa e lunghe code nere ed appuntite che facevano schioccare, le ali erano grandi e sanguigne, come quelle dei pipistrelli.

La bambina aveva smesso di urlare incantata dalla scena.

Continua…

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