Tocco e rintocco.

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Amore è fare una palla di pongo poi modellarla in un buco quindi ficcare ficcare da non poterne più imbottigliamento nel traffico macchine sbullonate da bere d’un sorso si pulisce bene il naso prima e poi una raschiata di gola da tirar su il catarro e parte lo scracio ben diretto sul picco del formicaio la vocina del diavoletto si respira un’aria come dire un sentore da peli dritti l’invisibilità dello spirito il software un insieme di leggi agenti che non si vedono ingranaggi nel budello legato a salame forse le due g di Bilbo e Frodo Baggins l’anello del potere ed il mito di Gige tirato su dal pozzo occhio che spia e condanna sputa sentenze inculato a voce questa storia la sfera del mago Merlino si vede tutto di tutti si capisce che altro potrebbe fare la vendetta divina il serial killer il dottor Jeckyll storie sepolte nell’immaginario paure da cagarella silenzio l’intuizione non parla si capisce.

Cazzate se ne dicono tante, fioriscono il prato, farfalle le bevono golose a proboscide sregolata, quello è il volo, l’emozione dell’attimo da acchiappare, si fa quel che si può.

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