De profundis.

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Il fenomeno è uno spazio compreso tra due limiti di tempo, l’inizio e la fine, di solito espressi con due date, da a, come si vede sulle lapidi dei cimiteri.

Questa proposizione si può prendere come legge universale, qualsiasi cosa esista nel mondo reale è un fenomeno, qualsiasi cosa ha una durata da a.

La durata invece è relativa al fenomeno considerato, breve o lunga che sia comunque è così.

Volando sulle ali della logica pura salta fuori un cimitero morente, agonizzante, proprio che non ce la fa più.

“Come può morire un cimitero?” viene da chiedere, un cimitero vive quando gli si portano morti a seppellire, quindi questo è stato abbandonato, le tombe giacciono tra le erbacce, nessuno che ne scava di nuove, neppure le cornacchie ci vanno, nessun fantasma ad aleggiare nelle notti buie.

Al suo capezzale ci sono i becchini vestiti a lutto, molti piangono disperati, altri sono accasciati a terra, altri si battono la testa l’un l’altro muro contro muro gemendo d’angoscia.

Questa figura la si potrebbe aprire in tante favole di fantasia, però miracoli non se ne possono fare ed allora, per farla breve, guardiamo la probabilità che segue…

I becchini, anche loro fenomeni da a legati a filo doppio col cimitero e la sua fine fanno una pena poverini,  per aiutarli bisognerebbe fare un cimitero nuovo, allora ecco che tornerebbero a ridere e banchettare ma… la favola finisce così, la figura è questa e la morale chi capisce capisce…

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