Nerone.

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Nubi di tempesta pascolano agitate nel cielo lassù, erba ne è rimasta poca, c’è chi foraggia piove la manna piscio celeste a bocca aperta da bere, poche le fortunate, le altre s’ammassano in vapori tumultuosi, nere, cariche di elettricità, gonfiano, allungano lunghe dita ai pascoli altrui, al contatto fulmini, lampi, rimbombare di tuoni…

In un manicomio i matti vanno sempre assecondati, i reparti sono gremiti, molti si accalcano alle finestre, sui balconi, sopra i tetti, molti escono sciamando nel cortile, si mescolano, versacci a non finire, urla gemiti baccano coltellate spari cannonate, confusione, polvere che si alza a coprire…

La figura, vista con filosofia, pare uno specchio dove le leggi fisiche si ripetono, lo sguardo e lo spettacolo, l’arena dell’universo accesa di stelle, entrano i leoni…

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VULCANO

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