Il cazzo di Allah.

.

Una volta, tanto tempo fa, mi ero fatto una turca, ce l’hanno in mezzo alle gambe come tutte ma le turche, nonostante il nome, hanno qualcosa in più, un fuoco interiore che se si lascia divampare incendia l’universo e siccome a me piace bruciare ci buttavamo in quelle fiamme spegnendoci poi dopo feroci battaglie.

Dovevamo esserci conosciuti in un’altra vita, l’avevo trovata in una discoteca di Istanbul, era in mezzo alla pista e ballava divinamente, ci spintonammo nella foga, i nostri occhi si incontrarono, fu un attimo, la discoteca andò a fuoco, bruciarono tutte le case intorno, ci furono morti a non finire ma noi, mano nella mano, eravamo già scappati.

Passarono gli anni, vita dopo vita, un giorno che avevo freddo mi prese la nostalgia e tornai a cercarla.

Orfeo era trace, trace truce, cambio di vocali, anagramma di turce, con l’acca turche, una disposizione perfetta, Euridice era morta e scese all’inferno per riprendersela, la donna di Tracia.

L’inferno che trovò lo lasciò a bocca aperta, i dannati erano tutti impalati nel culo, molti gridavano Allah infilati ai pennoni dei minareti, per la strada camminavano saltando sul palo, questo gli usciva chi dalla gola, chi dalla bocca, chi dal petto ma non sembravano farci caso, in quei giorni c’era grande animazione per una partita di calcio, stavano tutti davanti alla televisione a guardare, c’erano due squadre, una di impalati ed una di crocefissi e si contendevano il pallone a pali e assi dandosele come matti.

Lo spettacolo era interessante ma continuavo a cercarla ed infine la vidi, col suo palo nel culo, una morta, fare il tifo insieme agli altri, non mi riconobbe ed allora tra me dissi: “Questo inferno è perfetto così com’è, non c’è niente da cambiare, un motivo ci deve essere…” e così senza aspettare il verdetto di Ade me ne tornai indietro lasciandola al suo destino, insciallah…

.

love

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: