De morale animalorum.

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In questo lago di parole

pochi pesci boccheggiano a pelo d’acqua

sbuffando nuvolette rimasticate

da grande clangore di denti piombati

specchio di cicale squinternate

a cantare sul cadavere della formica

sepolta fuori la porta del formicaio:

“Oh tu che sfottevi l’allegra brigata

di tanto sudore sei stata spinata

sotto la neve ti mangi il passato

quel che credevi programma aggiornato.”

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Vanità girotondo di maiali

prosciutti e salsicce si specchiano tali

il sole di ieri riscalda domani

si fa nel frattempo la vita da cani.

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balletto

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