Un sasso.

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Spento il fuoco

che paglia avvampa

a profumino di fica

golosa zuppa allo sborrare dei cani.

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Più non accende la scintilla

da lampo a tuono ad azzuffare tempesta

a divorare incendio follia d’amore

grugnendo porci in porcaio sozzo.

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Lì c’è la linea tra il dire ed il fare

oltre non va sirena al mare

inutile scoglio aspetta ritorno

di là l’orizzonte la nave in porto.

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gabbiani

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