Cassandra a Troia.

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Sulla riva dell’essere

giorni appallottolati nel cestino della cartastraccia

fantasmi sull’onda delle maree

da un nome all’altro del cimitero

lapidi in tempesta sgretola

il marmo dei ricordi

fra le pagine della storia

palcoscenico di mode passeggere

vestito il vuoto che di altro chiama il nome

invisibile nel buio abbagliante

reclama a gran voce il pubblico

orgia di sangue e distruzione

fiorisce l’albero

la primavera.

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bolle

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