Excalibur.

 

Sbocconcellando l’idea

un mulo nella stalla

dal fetore sospeso in apnea

col fiato gonfia la palla

.

Chiuse le ali nel torbido buco

catena leccata maglia su maglia

ironico senso da volgere in fuco

il volo nuziale al fuoco di paglia

.

Pesa il gramo bilanciare la pena

di nulla è dolore l’amaro sentiero

cucina il giorno fortuna serena

spietata spada del vero guerriero.

excalibur

Tapis volant.

 

Brace che fuma tra le dita

colori che si spargono

musica gracchia allo stereo

un goccio di nostalgia

cosa manca?

.

Donne soldi passano la riva del tempo

trenta quarant’anni di meno sì un bel sogno

un’ astronave per sfrecciare tra le stelle

pianeti vergini da deflorare

l’avventura l’impossibile

fumetto di poche parole

il tramonto della vita…

notturna

Area mediocritas.

 

Piace la bambola

che ha la figa pepata

e quando la lecco

sbrodola tutta

che sembra un fiume

si va tra le rapide vorticose

e quando si arriva al mare

s’alzano le onde in burrasca

sono tutto sbattuto

la nave va in pezzi

allora naufrago torno alla riva

ed eccomi qua!

onda

La storia.

 

Le macchinette sono così

software l’anima in programma

nel giardino del manicomio il marito crocifisso

la madonna vergine a succhiare il cazzo ai cani

Adolf ed Eva a spalare ebrei nei forni

rinfacciandosi la colpa

s’ammucchia il capitale

vietnamiti arrostiti dal napalm

già cotti per il banchetto

Paperon de Paperoni

iene intorno alla carogna morente

avvoltoi calano in picchiata

tocca mano la realtà

così va il mondo

un cantuccio ed il fuoco per amico

fuori dal sogno la gioia ed il dolore.

la storia

Infanzia difficile.

 

Notte

le ombre si sganciano dai piedi

miagolio di un sassofono disperato

una puttana da farsi succhiare il cazzo

sangue che passa di mano

ettolitri di fogna ubriaca

l’aspirapolvere del cesso

isole alcoliche nel mare del fottere

fottere fottere

buttato sul letto l’alba

illumina la finestra

la porta dei sogni si apre

la notte continua.

notturna

Vecchio tizzone.

 

Solleticare di raspa la pelle ruvida

il campo da zappare

butta la merda tra le zolle

concime a futurare

nel seme ad occhi chiusi

il feto sogna

.

Sospiro d’incanto

in potenza la bomba

in atto la miccia

desiderio di fuoco

accendersi innamorarsi…

.

Vecchio tizzone ma non si spegne

non si spegne.

vecchio tizzone

Il genio della lampada.

 

Innamorato son di me

il mio principiotto

sta su l’ali per volare

.

Per lo più tira a campare

con la mena al pistolotto

regolato a quel che c’è

.

Idea l’alba fatto il tramonto

si lavora come al gioco

caga l’oro in bocca al dire

.

Con l’assenza del gradire

in cucina è bravo cuoco

l’abbiccì sol fa di conto.

lanterna

San Carciofo.

 

Innesca la salsiccia all’amo

penzoloni

dondola tra le labbra rosse

sbuccia lentamente

lecca morde succhia ingoia

tira su che abbiamo preso?

.

Nel deserto della realtà

un miraggio che al tocco svanisce

puff!… Nel vuoto che resta

il precipizio da risalire

abito dopo abito il corpo nudo

ce lo diamo un pizzicotto?

Animazione1

Il ramo di oggi.

 

Dice l’albero che le radici sono fonde e tengono su la baracca

l’onda di parole che viene da ieri con l’io sull’asta

“io sono un cretino”

sottintende la cifra che manca al totale

.

Dice l’uccello all’ultimo ramo

“dolce la gabbia che imbecca la tavola

oltre c’è il nulla e l’onda spinge ad aprire le ali

ma dove volare?”

.

L’albero risponde:

“Sono le radici che ti legano a ieri,

quello è il nulla che vedi.”

.

Una stanza piena di fantasmi

ulula alla notte buia

mentre la foresta vola via.

il ramo di oggi

Giocoliere.

 

Professionale poker con il pagliaccio carte false sul tavolo la maschera del dottore pena crocifissa il piatto piange passo le lacrime scorrono sotto terra al pantano passo ancora la testa sul ceppo sognando il boia che cala la mannaia una buona carta chissà com’è veramente uno sballo comunque un colpo e via smazza le carte sempre false qualsiasi gioco ne ha meglio allora passo e la partita va avanti così senza risposte taciturna l’aria del manicomio la notte le stelle passeggiata solitaria che altro se non è cagna è scrofa scelta sul tavolo tra le carte del pagliaccio nessuno impiccio accoccolato tra le braccia dell’odio il muro la fessura ed uno sputacchio scala reale che sarebbe diversamente caccia alla figa il profumo la cattura e poi un colpo e via ancora se vale la pena anche due ma non di più il pesce puzza aria fresca volando dalle parole ai fatti fuori dal manicomio la natura apre le braccia la vita tanta perfezione sbalordisce così com’è uomo a guardare le gabbie dello zoo senza commenti su quel che c’è dentro…

 

le fate ed il manicomio

La trama del film.

 

Clic! La lampadina

s’apre il file

puttane madonne accoltellate e Cacasenno

calcolate tutte le cose che non si possono fare

quel che resta

è l’onda di oggi da cavalcare a pelo

rubando l’attimo

al borsellino avaro della fortuna.

panorama

Ruggito.

 

Tra morbidi guanciali

il piacere del niente

stare lì gongoloni col naso per aria

seguendo profumi d’estro e inventiva

volando a colorare stelle fiori di prato

e farfalla ficcare qua e là

tra petali splendenti

.

Bene accoppia a sé natura

tigre la Madre

e bramose le fauci

d’affondare nel sangue

gli aguzzi denti.

disegni per aria