Santa Pastascienza.

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Di là dal limite c’è la vita

di qua una porta chiusa

apparenza merdificante

di buona digestione

caldo sudore

scorre a gonfiare l’infinito

il mare del poi.

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Parole

viste dal margine del foglio

storie che si scrivono da sole

guardando gli uccelli volare.

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aquiloni

Marketing.

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Sulla tavola imbandita

piovono sputi catarrosi

maiali pasciuti e contenti

sudano succo di gradasso.

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Va lo schifo in alto mare

“terra terra!” dalla coffa

macelleria si porta a fare

pelle gonfiata buona stoffa.

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Vendesi sogno tra riga e strofa

succhio veloce di buona scrofa

stride la carne nel trita tutto

prosciutti e salami vestiti a lutto.

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marketing

Ulaop!

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Pulce zoomata

luccicante porno stella

d’astinenza gonfia

acceso fuoco in segheria.

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Sorge il sole rubicondo

fuori la figa dell’aurora

fresca la vita in girotondo

bacia il bon bon di ogni ora.

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Dolce suona porcheria

soffice pane filosofia

va carrozza puttanella

d’a priori scopata.

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riscoperta dell'America

Il male minore.

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Improvvisando

passa la lama sulla lingua

assaggio di taglio affilato

l’essere qualsiasi si adagia

sulla necessità

sputando il sangue d’avanzo

in faccia all’ombra sul muro

si dà il caso

“vuoto a perdere bevuta alla canna”

che diversamente sarebbe peggio

allora è meglio così.

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autoscontro

Tanto per dirne una.

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Quante chiacchiere

in riva al mare

fan le onde sciacquando i piedi

messaggi dall’orizzonte

solletico risolino

anima che scorre nel bidè

gorgogliando

profumo di fresco sapone.

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babbo natale

Canovaccio (2) dissezione.

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Spogliare la trama, metterla a nudo, uno scheletro, ogni storia ha una trama, via le parole della storia, solo la trama, un intreccio di personaggi e situazioni, una linea da seguire, la trama si può rivestire con altre parole, la storia sembra diversa ma è sempre la stessa, finale con mestruazioni d’idea morta, il morto risorge e la storia si ripete con altri vestiti.

Sincretismo, il mito, popoli diversi ognuno che racconta la stessa storia in modo diverso vengono a contatto identificandosi e la stessa storia diventano tante che sembrano diverse.

Ad esempio Ulisse, nell’antichità ci doveva essere una soap opera diffusissima che lo riguardava, da una parte si vedono le tre sirene che cercano di ammaliarlo e si perdono per non essere riuscite, da un’altra si vedono Circe Calipso e Nausicaa che si innamorano di lui, cercano di sedurlo e non ci riescono, da un’ altra ancora si vede la sirenetta di Andersen perdersi perché non poteva sposare il principe…poi questa cosa di Penelope proprio non la capisco, calcolando prima e poi i quarant’anni di assenza di Ulisse doveva avere sessant’anni, un uomo rinuncerebbe a regni e belle principesse per una sessantenne? Ed i proci si farebbero ammazzare per una vecchia?

Probabilmente altre storie che si sono identificate, in una variante Penelope i proci se li faceva tutti e questa mi sembra la più probabile, e poi la sua tela e quella di Aracne, la trama della ragna, i figli del peccato divino, i semidei, tra i tanti Ercole, Ulisse, Orfeo, Socrate, Giulio Cesare, Cristo, dal rogo del monte Ida alle idi di marzo sul golgota della trama.

La letteratura sembra un computer dove trama e personaggi sono preimpostati ed il resto è conseguenza.

Una mestruazione di idee morte, bisognerebbe leggerla tra le ovaie di una donna che sogna di essere la Madonna e di partorire il figlio di Dio, salendo tra i visceri, nel sangue, il sistema immunitario, arriva un virus ed una cellula dà l’allarme, intervengono gli anticorpi e sbranano l’estraneo, che succederebbe se la sirena non suonasse?

“Di quel securo il fulmine tenea dietro il baleno…”

continua

canovaccio (1)

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doctor Faust

Profumo di merluzzo.

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Trama vestita

sexy bischerata

intingere il pannocchio

nello sbrodolante scoppio

spogliarti di sussurri parole frasi

musica profumo colore a farsi

ossa spolpate anima stuporata.

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Questa è storia di sangue e visceri

automa di carne vaso di lagna

ingranaggio montato a cacchere e pisceri

fila paziente strofantastica ragna.

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ragno

Tic tac.

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Personaggio

le strade si incontrano

camminando a braccetto

fatta casa la spiaggia vuota

l’orizzonte del mare

sabbia d’oro da spruzzare

sugo per i maccheroni

sgranocchiano i denti

starnuti di cazzo

lungo naso di bugia.

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Piacevole vestito di carne

appeso nell’armadio dei ricordi

lasciato bambino ripreso alla tomba

mai sazia.

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posteggio

Canovaccio. (1)

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Era il mattino di un giorno qualsiasi in una città di mare, il sole caldo illuminava ed un venticello profumato dagli scarichi di una cloaca vicina muoveva le chiome alle palme sul lungomare dove le macchine andavano e venivano, nel porticciolo c’era un panfilo di colore rosso acceso che spiccava vistosamente sulle altre imbarcazioni ormeggiate, gente ai tavolini dei bar discuteva bevendo aperitivi, le vetrine dei negozi ammiccavano ai passanti che le guardavano, musichetta in sordina per la lontananza usciva dai juke-box qua e là.

Proprio un giorno qualsiasi quando improvvisamente si udì un’esplosione in alto mare, come una cannonata che rimbombò a lungo e subito dopo un soffio tremendo, come se si fosse stappato qualcosa di immenso pieno d’aria ed allo svanire di questo una bambina appollaiata su un piccolo scoglio qualche metro dopo il bagnasciuga di uno stabilimento balneare iniziò a strillare, urla acute e sguaiate che sfrecciavano nell’aria rimbalzando contro le case ed erano continue, lancinanti…

Gente si accalcava contro le ringhiere del lungomare e ne arrivavano da tutte le parti richiamati da quelle urla, gente era affacciata alle finestre, sui balconi, sui tetti già cominciava a salire qualcuno, una troupe televisiva che stava filmando non so cosa puntò le telecamere su quella bambina e gli strilli andarono in diretta in tutta la città e si allargava, nel cielo le nuvole che si crede siano solo nuvole ed invece sono abitate da un sacco di gente che erano tutti a guardare ed anche più su tra le stelle che di giorno non si vedono ma loro invece sì perché la loro luce è come un dito e loro guardano toccando ed erano tutte sui polpastrelli…

La bambina continuava ad urlare sirena ininterrotta, via uno avanti l’altro e li faceva durare fino a sgolarsi, la gente era nervosa, agitata, elettrizzata, si vedeva la tensione pulsare come un tam tam invisibile che faceva da sottofondo, qualcuno gridava : “Fatela smettere! Chiamate il bagnino! Cosa succede? Qualcuno la aiuti!” e senz’altro qualcuno sarebbe arrivato ma in quel momento si aprì una voragine nel mare a qualche centinaio di metri dalla spiaggia, l’acqua vorticava con ondate gigantesche e dallo squarcio iniziarono ad uscire degli essere alati, avevano il corpo antropomorfo, nudi, la pelle rosso acceso, qualcuno aveva testa umana ma i più era teste di animali, cani, porci, capre ecc. tutti avevano le corna sulla testa e lunghe code nere ed appuntite che facevano schioccare, le ali erano grandi e sanguigne, come quelle dei pipistrelli.

La bambina aveva smesso di urlare incantata dalla scena.

Continua…

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costellazioni

Sala d’attesa.

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Mistare di guazzabugli

do mi sol fatti una sega

spine aguzze tra i cespugli

sol si re apre bottega.

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Giro di stelle il carillon

musica brilla il suo profumo

vista sul gusto di un bon bon

tocca pagare tanto a consumo.

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Importa un pico del cosiddetto

bocca sdentata  vecchio stivale

vuote le tasche del cosiffatto

buco nell’acqua affonda il pugnale.

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the devil

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