Identità zero (a la guerre comme a la guerre).

Tutto è bene

più o meno male

si fa quel che si può

come frulla il caso

là dove il mare agitato

butta acqua sul fuoco

a vedere nascere i cavoli

con i babbuini sotto

che giocano a birilli

d’ogni burattino

la sabbia del deserto

vortice nel vento.

il gatto

Serenata a fossa aperta.

 

Morti tenuti in vita

per la morte dei vivi

nella città cimitero

scoperchiano le tombe

musica lo scricchiolare di ossa

sogni ad occhi aperti.

Sarcofago di carne

l’occhio per vedere

imbottigliato nel traffico

l’ora di punta.

Il bisturi taglia

il microcosmo affamato

non conosce pietà.

museo egizio

Pizza quattro coglioni.

 

Rolla la canna

un puretto di fantasia

per sballare le quattro mura

e volare sull’onda

alla vita.

Sogna tigre in gabbia la sua natura

mordere graffiare divorare

mai sazio…

La porta si apre verso l’estinzione

nuvolette sbuffate di noia

è rimasto il mozzicone da spegnere

nella realtà.

vela

Allegretto con piuma.

 

La capanna di un solo giorno

la si monta dove trova

tetto son le stelle se non piove

osso duro

carne e sangue le pareti

occhi le finestre per guardare

dalla bocca al culo

che se caga ha mangiato.

Arreda il colore il piacere di creare

quell’attimo che suona

musica del fiume che va a mare…

allegretto

Madonna stappata.

 

A vederti alla pecorina

il culo aperto bocciuolo suino

si rizza il cazzo a pennone

ariete al portone

del profondo inferno.

Esplode la carne

morbido penare

i giorni del calendario

inghiottiti nel budello

grumo di merda all’incontro

profuma il bacio

luce all’abisso.

Sciolta scroscia la libertà sul lenzuolo.

fuochi

L’allegria vien ridendo

 

Darti vita bambola

di sangue e parola

a colorare il grigio giardino

di sesso e peccato

sfasciarti e rosicchiare le ossa

le dita unte

la tua acqua assetata.

Amore tra muri

il latte sa di mattone

balletto di ombre

al tramonto.

valentino

Meglio un pompino oggi che una sega domani.

 

Quel verme chiamato pietà

nella mela succulenta

che s’apre bacata

  al colpo di mannaia.

Il boia quello sì

lui agisce

natura a caccia

il fiume di sangue.

Stretto all’angolo di un sorso

da bere alla russa

e scaraventare al muro

frammenti di quel ricordo.

La strada è quella che è

ma non c’è altro e lì si cammina.

valentino

Silenzio negli abissi.

 

Ecco l’aver tanto amato penato sospirato

che il tempo si moscia all’ingrigir del pelo

e di tutto quel baccano e sfaccendar d’intrighi

lo spirito d’un peto si sniffa a canna.

Ma ancora succede tra la gremita folla

che un profumin di fica si trova spazio

tra l’afrore di merda dei culi altrui

e rizza l’uccello allo spronar in caccia.

Vale più storia d’onorar la bestia

di mille versi a poetar di ragli

che la vita è bella a montar sul fieno

il toro la vacca tra lo schermar di corna.

Approccio

Rombo di coppia.

 

Volare

sul soffice letto abbracciati

a motore incandescente

il pistone stantuffa nel cilindro

con furia selvaggia

lingua nella lingua la favola

un lampo tra le stelle.

rombo

Sintesi.

 

Dall’alba di primavera

l’orizzonte libero

corre la vita le stagioni

.

al gelido inverno

la cima innevata

l’orizzonte una tomba in attesa

.

che corro a fare?

don Chisciotte ai mulini

l’universo per mano

.

piacevole piacersi così

in un cinema all’aperto

la realtà che si vede.

sintesi