Gli animali artisti.

animali artisti

Noi animali del circo siamo orgogliosi del nostro lavoro, stiamo al riparo dalle intemperie, mangiamo tutti i giorni e ci divertiamo moltissimo negli spettacoli, ci affezioniamo ai domatori e mettiamo tutto il nostro impegno per divertire il pubblico pagante.

Abbiamo cambiato l’imprinting, se liberati gli erbivori non troverebbero alcun branco ad accoglierli nel suo interno e verrebbero subito mangiati dai leoni ed i carnivori non si potrebbero inserire nei territori di caccia altrui, crollerebbero per la fame e verrebbero divorati ancora vivi da formiche, larve di mosca eccetera.

Salvateci dalla sub bestialità di animalisti, vegani, rimbambiti dalle medicine e imbroglioni che cercano di entrare in politica per rubare a man bassa che oltre a distruggere uno degli spettacoli più antichi dell’umanità e creare miseria e disoccupazione ci condannano ad una morte orrenda.

tramonto con elefante

balletto

Rien ne va plus.

 

0scuro muove la fortuna

su quel che è perché dev’essere

vola l’uccello al raggio di luna

nido piumato d’infocato cratere.

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Traccia la strada viscida bava

passo per passo a prendere quota

vada in malora la rava e la fava

soffia l’arcano che gira la ruota.

.

Schiuma la feccia del buon umore

ridere di tutto specchio di niente

insipido il pane  merda il sapore

male per bene  la carta vincente.

rien ne va plus

Sisifo.

 

Mano nella mano della fortuna

sulla strada invisibile

che dal mattino sale alla sera

la notte rotolare giù

e ricominciare…

.

Dalla riva di là dal mare

il sorriso delle bambole

frange l’onda su questo scoglio

spruzzando allegro

le grigie piume di stoccazzo.

teoria

Lumicino.

 

Di mille facce una

la carne che indossa

tra i muri la sposa

dimenticata

nel sogno d’antichi splendori

     mai vissuti…

.

Gira la giostra dell’orologio

il piatto in tavola

consolante tran tran

della vita.

Approccio

L’angolino.

 

Sulla vetta

sibila il vento la notte

rimbomba l’eco l’abisso

di un mondo perfetto

allora

viene spontaneo

chissenefrega di questo

chissenefrega di quello

    chissenefrega di quell’altro…

rabadan

Incendio.

 

Casa di bambole

gonfie di sborrate nel fazzoletto

cazzi dimenticati nelle ovaie

in fondo alla gola

mummia di tempo fasciata

la scia dei sogni

.

La cagnetta lecca i piedi

dolce nettare

le palle girano

       il mondo l’universo tutte le stelle…

incendio

Così è.

 

Mestolare di quel che piace

carne fresca ed allegria

festa d’orgia in buona pace

sangue e fuoco con sangria

.

Sbuffa il cazzo a far bottega

stantuffare nel vasto mare

si minchiona frullo di sega

fighe larve al gusto amare

.

Colpo d’occhio buona musica

porta a spasso penitenza

batte il mondo la cattolica

si dà al caso pura pazienza.

murazzi

Fuori di testa.

 

La realtà, un tuffo nella noia, la tomba di un morto…

Il nome non è forma, il tempo non è spazio: il tempo è nome, lo spazio è forma, cammina lasciando una scia di date, la vita indietro la vita d’avanti, cammina…

Il fermo non è movimento: il fermo è nome, il movimento è forma; il fermo è tempo, il movimento è spazio, cammina, dove va?

Alla prossima puntata…

 

leone

Mano d’opera.

 

Scorre la vita di là dal vetro

illusione e realtà

contrasto

palcoscenico di scintille

tra maiali indaffarati

a riempire salsicce

guardare e non toccare.

mano d'opera

Iti a spennare riiti spennati.

 

Tristo destino morire di fame

anzi il ludibrio della menzogna

appeso al cappio di un salame

pisciando il getto nella fogna

.

Alza il sipario la giornata

butta miscuglio a minestrone

fatta a dovere una cagata

quel che si sgonfia nel coglione

.

Copre la vita un foglio scritto

gratta e vinci quel che si trova

importa il pico d’un peto fritto

l’aria dell’ora che il tempo cova.