Per pochi.

 

La carne fuoco i sensi ebbri

il fantasma del pagliaccio di là la scacchiera

risponde

invano la domanda d’una mala morte

.

Giorno attendere la notte contento

del letto

e domani ricominciare monotoni anni

.

Duetto d’essere non essere

d’inverso parere archetipo d’idiota

a nascondino se non uno l’altro

.

Rimbalzi nella gabbia

silenzio è il rumore

della marea che frange

l’orgoglio inesistente.

essere o non essere

Solfaladoremi si.

 

Girano le stelle

su ognuna un’amante aspetta

che la farfalla si posi

a leccare il dolce nettare

.

Succo di fica inonda la mente

una zattera di fortuna

per non affogare

.

Cazzo di vita ma così è

golosa torta

qualcosa di allegro

brilla l’universo di gelosia…

fatalità (3)

L’eremo di Moncucco.

 

Di cucina fantasiosa

all’abbuffo in qualità

di mutande senza posa

rutti e peti in libertà

.

Stravaccato sul divano

cincischiar con le parole

vola al tocco della mano

improvvisar come si vuole

.

Sciolto il nodo della maschera

là sul muro di un ricordo

pare il culo d’una chiacchera

parla muto a sentir di sordo

.

Tira molla non fa piega

e domani chissenefrega.

eremo di Moncucco

Panorama.

 

Da qui al punto lo spazio per volare

piove manna dal cielo prodigo

piscio di santi scazzati

mestruo di puttane sfigate

a bocca aperta da bere monetaglia

in culo ai cani verità raccolta

per strada…

.

Nomi senza peso

i fatti

catena d’ore che porta alla sera

improvvisando sul nulla si spera.

batteria

Punto com

 

Nel silenzio precipitano gli abissi

risucchio d’orgasmo

filo di bava lumaca che

pendola

dalla bocca al cazzo

dura superbia

indugia all’ombelico rotando

tappo di scolo all’antica catena

il porco comodo

computer dell’Enterprise di carne

vola tra le stelle

sogni di macchina

nel garage buio.

punto com

Clic.

 

Essere vento furioso

sollevare la gonna

ululando a tromba tra le mutande ogni buco sconquassare

da aria carne

fuoco sollevare fino alle stelle

e divorare ogni briciolo d’impotenza

.

Occhi aperti sulla via

cocci sparsi della lunga guerra

mosaico d’occasione

quel che basta per oggi

a toccare l’orizzonte.

clic

Operetta.

 

Bene fa scemo a mangiar di grasso

che l’artista a morir di fame

ma di libertà che manda a spasso

solo si cambia con fragor di lame

.

Quello che fu accordo generale

causa d’adesso nel favorir menzogna

s’accorda al piano a pagar penale

che nulla si spera di mondar la fogna

.

Regala natura una pagina nuova

trastullo a riempir di scarabocchi

coccolando a dito la gallina in cova

bellezza d’arte piacer per gli occhi.

operetta

Pane quotidiano.

 

Abbuffo di ciliegie

gonfia la pancia

voglia di cagare

splash!

s’allarga il mare di merda

va lo schifo a vele spiegate.

pane quotidiano

e…

 

Profumino di figa

sentirti vicina e non poterti

abboccare dissanguare sfondare

e gonfio della tua carne

esplodere

e

adagio

dar fuoco all’universo

frizzante acqua di desiderio

per la lingua golosa

e assassina.

e

Nel pitale del cucù.

 

Si stupisce in manicomio

che i matti sono matti?

Gonfio d’aria il portafoglio

.

sale ai tetti come i gatti

a cantare sotto le stelle

le panzane dietro ai fatti

.

Latte arido alle mammelle

grembo gravido d’aborto

carta straccia a catinelle

.

idea al morto per risorto

burattino del vudu

al futuro non trova porto.

cucù