Incontri.

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Attimo senza tempo

guarda la ruota girare

sulla cima del monte sassolino

infuria la tormenta

precipitano frastuoni campanari

scioglie l’acciaio un rivo di ferraglia

gracchia tra starnuti di vento

fuoco alla miccia cannonata al deserto

sabbia danzante tra le peste della carovana

miraggio nel sole affogato

in un mare di niente

giocano i pesci mangiandosi l’un l’altro.

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incontri

Cronologia della memoria.

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Il sapere è un nome, il nome non è forma quindi la forma del sapere non è sapere e se non è sapere è ignoranza.

Qualcosa del genere lo scrive anche Platone nell’Apologia, il non sapere è forma, quindi universale, un immenso non sapere comprendente tutti i fenomeni esistenti nella realtà nominato sapere.

Il sapere non è nella realtà, lo si trova nella memoria individuale e collettiva e per estensione sull’enciclopedia.

Apro gli occhi e appare il non sapere, ci cammino sopra, una cosa che si vede e si tocca, si può anche pizzicare volendo, magari davanti uno specchio…

Questione di tempo e di spazio, il tempo è nome quindi sapere, lo spazio è forma quindi non sapere, il nome è uno quindi tempo e sapere sono uno, il tempo è rappresentato da una data quindi il sapere è una data.

Appare un computer, un data base, il data base è nome, la forma è un lungo elenco di nomi contrassegnati con una data da questo momento all’inizio dove c’è uno zero… ricominciamo…

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La scala

Ermetico.

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Sorcio nascosto nel buco

a rodere gli anni che tengono su l’impalcatura

menzogne di maschere masticate da denti marci

ragionando al contrario lo storto è diritto

si fa la conta su dita leccate da lingua lunga e bavosa

tutto quel male invertito in ermafrodito

sul golgota dei gargarismi brucia la peste bubbonica

traballano i muri del grattaculo

si intinge il cielo inchiostro di sangue

orme sulla strada

splendido.

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ermetico

Astronave universo.

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Usciti dall’inferno si butta la zavorra

cosa esiste di ieri

lugubri pensieri

auto lavaggio per anime che si credono sporche

uno zero tondo

pallone d’avventure

eterna illusione

nel traffico della vita.

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sgancio

Misericordia divina.

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Sullo schermo rulla il tam tam

docili le pecore offrono collo al coltello

iene e sciacalli accorrono a spolpare carogne

immagine del futuro sulla sequenza di un film

estetica negata

ruminando su un giaciglio di vecchiaia

unico desiderio il colpo di grazia.

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gregge

Ottonario.

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Una chitarra scordata

gira il mondo per suonare

sulla tela pennellata

tutte l’ore a colorare.

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Poesia senza parole

vola vaporoso tutù

sui piedini delle favole

piroettando su e giù.

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Come straccio da buttare

vede il fiume fino al mare

tra le onde fresca spuma

trovan l’ali la sua piuma.

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razzo

Punto a capo.

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Vita da tigre bastonato

la cuccia comoda

la catena corta

al muro la stecca del soldato

tacca su tacca la scala ad oggi

si mangia tutti i giorni

tiriamo a campare…

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gocce

Amore un corno.

Magnaccia club

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Amore è un nome, il nome non è forma quindi la forma dell’amore non è amore e se non è amore che cos’è?

Come al solito c’è a chi piace crudo ed a chi piace cotto, statistica quanto è grande il mondo, se ne vedono di tutti i colori, regole ed eccezioni, dai casanova alle puttane da marciapiede alle sante terese, amori platonici ed amori da sogno, amori giovanili ed amori senili, amore per i soldi e chi più ne ha…

I casi comunque si possono raggruppare in base a modelli di riferimento, i totem trasmessi dal transfert generazionale, san Giuseppe e la Madonna ad esempio, i piccoli borghesi cretini, sposarsi, fare figli, insomma sistemarsi e far vita d’apparenza e queste cose vanno come si sa.

Uno standard, una maschera perché poi corna a non finire, gelosia, litigi, vendette, odio… se non è amore… ma di questo sono piene…

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Corno d’amante.

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Di faccia angelo di culo serpe

striscia su il budello ai banchi di scuola

menare l’uccello sfascia carrozze

volando nella ciminiera buia

fuori dal foro di cacca rappreso

corda intrecciata d’ombelichi

avvolti al feto catene ricordi

storie impalpabili mondo di ieri

chiuso nel cassetto

rodono i tarli ridendo allegri…

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corno d'amante

Strip tease.

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Fenomeno da baraccone

nuvole sbuffate nel cielo dei sogni

orgia megagalattica intorno ad un cazzo floscio

alla fine del tunnel c’è la realtà

una sirena canta sullo scoglio vicino

le onde la spruzzano di sborra muffita

vestita di spuma

riflette il sole sviscerandosi nuda

ossa spolpate dai cani

polvere al soffio della brezza.

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strip tease