Chic.

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Crucci di tempo passato

a saltare la fossa in mano al caso

inganni e imbrogli di fronte al naso

moneta il sangue nel vaso versato.

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Pane burro e marmellata

croccante desiderio

assaporato dolcemente

scioglie la lingua

il verso il volo.

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uccello

A rotta di culo.

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Cani e porci per il cacchio

lingua non lecca piscio colato

fatta campana senza batacchio

rintocca nell’ora a suon di belato

piene le tasche di quanto pescato

va dove viene profumo d’abbacchio.

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tunnel

Principe azzurro.

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Il silenzio parla a bocca chiusa

la stanchezza della sera

i calli della zappa

il fuoco per specchiarsi

metamorfosi del rospo.

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rospo

La tosa delle sanguisughe.

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Questo tempo

acqua che inonda

nuotando controcorrente

naufraghi

unica isola le proprie mani

a plasmare la terra

che il nulla offre

fortuna nemica

di ogni speranza.

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ape

Tum tum tum.

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Un mondo a parte

un altro pianeta

puntino tra le stelle

lontano lontano

brilla fioco fischiettando

melodie dimenticate

nella fucina di Vulcano

dove tra scintille roventi

si batte il fuoco

con un martello pesante.

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amore eterno

Vita da cani.

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Gira un film

carne tra i bulloni

macchine e insalata

l’arco del giorno

paracadute per atterrare dolcemente

in un comodo letto

mangiare cagare

ogni tanto abbaiare

nulla di più…

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crostata di mele e marmellata

Cucù.

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Di tutto questo niente che si fa?

Specchio di ieri

mattone su mattone gettato alle spalle

lastrico di argilla

plasma il fantoccio on line

torre tra le nuvole dei ricordi

gabbia dell’uccellino

sul ramo

a guardare tra le sbarre dei pantaloni.

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antifona

Digestione problematica.

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Non comprendere

è uscire acqua dal buco

una goccia basta

a prendere per mano il sole

senza bruciarsi

vapore alla nuvola sposa del vento

sensuale tempesta

si spegne piano piano

rosso tramonto di una lacrima.

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mosso con stufa

Vento di pazzia.

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Quanto all’alba

di questa notte interminabile

tigre in agguato della prima luce

un balzo feroce per ghermirla

abbracciarla in una stretta d’amore

per un nuovo giorno

bistecche al sangue e vino buono.

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primavera

Totem e tribù.

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Tigre

il piacere di uccidere sbranare

scorre nel sangue cavalcato da un povero cristo pietoso

che di strada conosce solo la sua

scava in fondo l’anima tra le parole del discorso

la bestia sepolta viva

labirinto di dottrina

la voce del totem.

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L’uomo ragiona

fuori il corso degli eventi

spettacolo per pochi

sullo schermo della realtà.

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bolle