Mozzicone.

 

Fuori l’aria del manicomio

l’angolino

tra ravanelli e cipollini

la natura delle fate

giocare di bacchetta

coi folletti innamorati

al tramonto

vanno l’ali sulle nuvole

la stazione del sorriso

parte il treno per le stelle

.

Rolla la canna del mattino

con l’idea di giornata

improvvisando a tocco fino

sono qui che l’ho fumata.

mozzicone

Hard.

 

Abbraccio di natura

culla di vento lo sguardo che vola

sinfonia i colori

profumo di terra bagnata

aperta la sorgente

scorre fiume al mare

sfiorando l’onda

candida spuma

all’isola di carne

.

Picchia l’aquila sulla preda

gelidi artigli

ruggisce la tigre

affondano i denti

fontana di sangue

non muove un filo d’erba

silenzio…

occhi

Sottoveste trasparente giarrettiera e calze nere.

 

Tra l’orizzonte

e stoccazzo d’inferno che si trascina

nido di morti in cerca d’olocausto

per tramandarsi in memoria

il nulla

.

Bella troia checcazzo d’io sono?

vieni a succhiare

la fila s’allunga pallone che gonfia

il giorno la notte

l’ora il minutino

zero tutto fermo

.

Dall’inizio

c’è da campare

materiale occorrente…

uccello

Dialettica degli opposti.

 

Si sta sulla riva

a spingere l’onda sull’altra

toccata di lingua

asprigna e salata

tintinna campanella

l’erezione lo sfondamento

l’esplosione

.

Su e giù

per la scala di terra

torna l’onda

yo yo d’opinione

effervescente tempesta

la vita.

particolare

Particolare.

 

Guardare si può

toccare no

l’occhio dello squalo

divora il mare

rutto salato

stuzzicanti pescioline

d’un boccone prese

a danzare in punta di lingua

che invadente entra

nel profondo abisso…

natura morta

Frate Uccello batte le palle.

 

Tutta la vita

in un paio di dadi da giocare sul lastrico

senza radici da piantare futuro

vetro vecchio lo specchio si appanna

la nebbia che segue

fantasmi

ricordi incarnati nel lugubre castello di carne

sfinge sul monte

indolore pietra del pensiero

.

Si rizza il cazzo al suono dell’incantatore

russare di seghe

crepi la gelosia

e così sia.

frate uccello

Attimo rombante.

 

Montato sul lampo selvaggio

preso al volo

sgroppa impenna tuona

saetta da tutte le parti

rintrona

picchiata sulla terra

la attraversa

sfreccia verso le stelle

esplode

miriade di luce sfolgorante

si riprende

guizza ai confini dell’universo

rimbalza ruggendo fragore

poi si placa domo

e si rientra…

 

attimo rombante

Carità pelosa.

 

Apre gli occhi realtà

su un mondo che non va

criticare viene facile

alternative più difficile

fanno figli come cani

senza cura del domani

nel porcile ci si ingrassa

coi maiali a batter cassa

piove manna a occhi chiusi

nella sporta degli illusi

vanno i ciechi a brancolare

verso i gorghi in fondo al mare

dove i matti sono matti

il dottore acchiappa i ratti

tale bestia non ragiona

se pagliaccio si sbottona

il macello della storia

pare favola senza gloria

il perfetto è come è

  a campare senza perché.

carità pelosa

Requiem.

 

Se fossi morto non lagnerei

di grassi vermi sarei banchetto

polvere d’ossa al tempo lascerei

di un’altra vita a tirar carretto

.

Infima parte del grande mondo

parola stonata nel vocabolario

scorre l’onda girando il tondo

giorni strappati al calendario

.

Fuoco fuochino trovar l’allegria

tremula luce nella muta notte

in braccio a fortuna lungo la via

di noi e di vino matura la botte.

 

requiem

Yoghibubumachia.

 

Bocconcino d’amaro amore

per addolcire il silenzio

di parole vaghe nel vuoto pensiero

in cerca del transatlantico

sconosciuti la via il porto l’ora…

.

Anime morte all’umana specie

al di là dell’essere super dottrina

pasto farcito d’insalata russa

.

Spiga di grano arrossa il sangue

bentornata frusta.

stazione