Dérapage.

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C’è il sole stanotte

appeso al soffitto

immobile a fare ombra ai sogni

desideri d’inutile dormire

progetti spediti in una lettera al mai

un bacio alla luna tra i corni

sbrodolanti

piove brillare di stelle

magia sulla punta della matita

disegnando la vita.

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soffitto 2

Transfert generazionale.

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Penitente in cerca di perdono

emana il fetore d’antichi genitori

che in una viscida ragnatela di carta stampata

trovarono realtà

a succhiare sangue dalle maschere

tra ingranaggi di abitudini

sulla strada per l’inferno

mi scusi stoccazzo

sfondato il muro

a cotanto bestiame.

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polisenso 2

Recita perfetta.

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Attore specchio d’autore

una montagna di sozzume

da rivedere al contrario

avvolge l’atomica

esplosione di bellezza

luce nell’oscuro sentiero

che porta alle stelle.

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recita perfetta 2

Circolo.

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Sullo schermo un film noioso

non dà pena di farsi guardare

i piedi su un altro pianeta

ricoperto di ricordi

strati della fogna

oggi nascita all’alba

si esce dalla tomba

senza pensare a tornarci.

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circo 1

Tra le stelle.

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Pietre contro sassi

a piedi nudi tra le zucche

botteghino degli incassi

si spiluccano le zecche.

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Odio e amore in dolce posa

genitali senza sesso

generali alla riscossa

parolai al chiodo fesso.

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Meraviglia sei di casa

chiusa a chiave nel cassetto

chi si frega di quel coso

naturale suonar di petto.

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galassia

Spazio.

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Una bella risata

una corda per impiccarsi

sentimenti contrastanti

piscia l’immensità

in un piccolo buco.

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spazio

Senza quartiere.

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Solo un attimo

lungo quanto un bacio innamorato

ti squarcerei la gola con denti feroci

tutto il tuo profumo berrei

aperte le ali in volo piccolo universo

brilla di stelle torrente

al male d’amore

tempesta cavalcando il lampo

su un letto di fuoco

in fuga dalle fredde parole

mare che divide

il dire dal fare.

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airone

Incontri.

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Attimo senza tempo

guarda la ruota girare

sulla cima del monte sassolino

infuria la tormenta

precipitano frastuoni campanari

scioglie l’acciaio un rivo di ferraglia

gracchia tra starnuti di vento

fuoco alla miccia cannonata al deserto

sabbia danzante tra le peste della carovana

miraggio nel sole affogato

in un mare di niente

giocano i pesci mangiandosi l’un l’altro.

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incontri

Cronologia della memoria.

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Il sapere è un nome, il nome non è forma quindi la forma del sapere non è sapere e se non è sapere è ignoranza.

Qualcosa del genere lo scrive anche Platone nell’Apologia, il non sapere è forma, quindi universale, un immenso non sapere comprendente tutti i fenomeni esistenti nella realtà nominato sapere.

Il sapere non è nella realtà, lo si trova nella memoria individuale e collettiva e per estensione sull’enciclopedia.

Apro gli occhi e appare il non sapere, ci cammino sopra, una cosa che si vede e si tocca, si può anche pizzicare volendo, magari davanti uno specchio…

Questione di tempo e di spazio, il tempo è nome quindi sapere, lo spazio è forma quindi non sapere, il nome è uno quindi tempo e sapere sono uno, il tempo è rappresentato da una data quindi il sapere è una data.

Appare un computer, un data base, il data base è nome, la forma è un lungo elenco di nomi contrassegnati con una data da questo momento all’inizio dove c’è uno zero… ricominciamo…

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La scala

Ermetico.

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Sorcio nascosto nel buco

a rodere gli anni che tengono su l’impalcatura

menzogne di maschere masticate da denti marci

ragionando al contrario lo storto è diritto

si fa la conta su dita leccate da lingua lunga e bavosa

tutto quel male invertito in ermafrodito

sul golgota dei gargarismi brucia la peste bubbonica

traballano i muri del grattaculo

si intinge il cielo inchiostro di sangue

orme sulla strada

splendido.

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ermetico