Mmminchia!

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Parole senza peso

buoni e cattivi stesso inferno

crolla il muro

puttane e madonne si abbracciano

poveri e ricchi si invertono

baciando il culo della fortuna

maschere appiattite sul lastrico

la sorgente butta come viene

morsi di denti marci

lacrime di attori

pallottole di mitra coltellate affettati

scendono i santi dal cielo scalando la tomba

ovunque fili e marionette

      il buffone ride…

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ave mignotta

Pince nez.

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Torta alla fica

spruzzate di pelo tra i baffi

lingua affusolata serpe sinuosa

sborrate dimenticate all’estro originale

palloni calciati sul campo

le viscere

tutto cola nella bocca buona

gorgoglii bollenti masticati adagio

annata propizia

sollevata la tromba

boato il rutto rimbomba

tra le gambe dei pedoni sul marciapiede

vetrina di meraviglia.

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vulcano

Natura morta.

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In punta la lingua

tocca il verso imbucato

posta giacente all’invio sensuale

fiume che inonda l’umano bestiame

carne la pietra il sasso gettato

peccato balocco trastullo

fresco respiro a lungo negato

giovinezza sepolto il ricordo

un altro sognato fantasma del mondo

fa ridere un poco

spazzata la cenere

nostalgia del fuoco.

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BANANE

 

Punto e linea.

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Un briciolo di energia scoppiettante

quel poco a stantuffare i pistoni

nel vecchio motore

la macchina…

animale intimorito di più frastornato di più

scarabocchiato

da tanto vociare di pensiero

tanto palleggiare d’essere

passi felpati di tigre

tra il ronzare di mosche.

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oggetto del desiderio

Cartolina dalle vacanze.

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Carta bianca

una poesia non scritta

s’immagina s’improvvisa

s’apre la porta

di là lo spazio da creare

a tempo di jazz

bianchi e neri i tasti da suonare

salendo la scala da no a si

gonne svolazzanti

profumini s’attorcigliano all’aria

lupi affamati escono dal bosco

castelli per aria

una macchina romba nella notte buia

i fari puntati sulla strada

sempre avanti.

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gatto

Bluff.

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Prudenza

da grattare in silenzio

pulci e pidocchi s’ingrassano a sangue

spazzola di ferro sul ruvido pelo

baracca sradicata

burattino aquilone al filo per aria

teso al vento di fortuna

un punching ball sfondato

la mano aperta

al tavolo del poker il morto rilancia

il piatto piange

passa la banda sulla strada

suonando una marcetta.

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l'imbuto

Inutili parole.

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In sintesi

due strade si incontrano

sul letto di morte

amoreggio dal fiato amaro

scricchiolio di vecchie ossa

abbraccio il fulmine

rimbombo il tuono

incendio i passi stanchi

cuore capanna

il silenzio che segue.

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oggi (3)

Sulla coffa.

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Terra terra

sciolti i fili dei sogni

nuvolette tra le nuvole

cucchiaino di zucchero nel latte

dolce tempesta

si scioglie il gusto

spandendosi sulla carne addormentata

il bacio al risveglio

un punto nell’infinito.

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canguro

Lo specchio del povero Piero.

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Improvvisamente il vuoto

tace il ballonzare di attori

nel favo della spelonca

ingranaggio d’anima repressa

veleno siringato in culo alla superbia

sciacquii di stracci nel pantano

assassino invisibile serpente

abbraccio mortale

giudizio della lingua a stritolare ingiustizia

su una ruota che gira

fantasmagoria spettacolare

da qui al risultato.

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gallo

Buona Pasqua.

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Auguri

sul tapis roulant dell’abitudine

città cimitero lumini alle finestre

paradiso di malati e dottori

beatitudine

tam tam rullano sul fiato del vento

tra le fessure dove il bruco rode

televisioni gettate dalle finestre

parole incanalate alla fogna

un’ astronave da sognare

vagabondi tra le stelle.

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auguri di merdaccia