Il ricamo.

 

Mesto menare di rava e di fava

vociare di chilo che avanza in retto

strumento accordato su quell’ottava

annuncia l’arrivo a suono di petto

.

Là c’è l’uscita pel mondo vero

scola la fogna che porta al mare

sogni e speranze di quel sentiero

sul barcadero che va a cagare

.

Male per bene si conta al dito

agro boccone piantato all’amo

carota sugosa fa l’asino ardito

bastone lo drizza all’operoso ricamo.

006

Terra terra.

 

Smoccolamento di un ceppo rinsecchito

a guardare primavera

fiori e farfalle danzare sul prato

.

Stanno gli anni prigionieri di oggi

deposito al risparmio di sogni infranti

quel che si può null’altro che serve

.

Una coltellata al cuore per dimenticare

è morta la bambola del super eroe

rimane la vita e tira a campare.

pesce nella goccia

Amleto.

 

Musica di tacito silenzio

contrappeso di nulla da dimostrare

che ci frega?

.

Radici ai piedi succhiano l’umore

la farfalla ficca la proboscide

il fiore arrossisce

spetalando to be or not to be

rimane: “che cosa?”

.

La sfinge e l’indovino

calcolo delle probabilità

ci sono mille cose da fare

in attesa del boia.

amleto

Pitturando la stalla.

 

Parole senza peso

toglie l’abito la pelle

via l’hardware si squaglia il software

budella all’aria cuore ossa buco di culo

volteggiano un po’ e svaniscono

.

Realtà senza nome

si vede e si tocca

così com’è

la perfezione.

aquila libro

Tramonto.

 

Lappando

la figa della creatività

l’alluvione

galleggiano qua e là relitti e rottami

oh bei tempi che d’oro inondavi

stenta l’arte d’originale splendore

fatica arranca…

dove sei freschezza di gioventù

selvaggia brama di bellezza?

.

Briciole sparse d’ironico esistere

va il giorno alla sera

così la vita.

tramonto 2

Oggi.

 

Vulcano da sfogare

gli piace scoppiare

salta il tappo e pum!

sinfonia a tromba di culo

tutti i colori da impiastricciare il muro

perlage traboccante

cannonata arrotolata in bocca al fuso

vola alto più alto vortice

sconquassa luccicante vertigine

.

Sul deserto striminzito nulla all’orizzonte

si tira a campare

con quel che si può.

oggi

Curriculum.

 

“Io sono un cretino!”

si presenta la persona seria

a specchiare contrario nel vicino

che sangue in vena ha fatto arteria

.

Filosofo nome non è la forma

a negare tatto non trova gusto

preso per mano da mistica torma

sogno e realtà ha messo in fusto

.

Non bela tigre a chiamare pecora

matura la strada che porta in porto

nave che attende di salpare l’ancora

prua alle stelle il passo è corto.

curriculum

Beati i cani che gli danno la botta in testa.

 

Gli acciacchi dell’età

non corre al soldo il culo

profumato delle bambine

recinto d’impotenza l’ali

stanno chiuse a guardare lassù

volare l’aquila

allora quel che resta

è creare

dare le mani al loro gusto

colore musica parola

   piace barcolare in questo mare…

missile

La donna dei sogni.

 

Sfinge che nessuno conosce

creta malleabile il volo della Fenice

ovuli di richiamo nella tela di Aracne

sul tabellone dell’Empire l’intermittenza

pulsa d’elettrico rottame

.

Fabbrica di bambole spray bevute d’un soffio

il cazzo travestito labbra la pompa

specchio vivente vorace riflesso

finestra sul computer di carne

.

Sorge dalle ceneri di ieri, un ricordo

rimbalzato in culo a Psiche

Amore sull’ali dei sogni.

sul lago

Sonata “ai suonatori.”

 

Quello che piace

scaccolarsi il naso

e tirare pallottole alle mosche in volo

.

L’astronave

coi pianeti che girano

ed il sole che illumina la strada

.

L’arena dei leoni

orgia tra le stelle

tinte shocking rosso sangue

.

L’appetito

il piatto sorride

l’ignoranza è il vero sapere.

notturna