Solita puzza.

 

Stuzzicante amore

nasce al mattino senza ombra di ieri

apre la vita le gambe al suo giorno

lingua che tocca le ovaie del cuore

inonda il fiume il deserto sentiero

vola sul tempo che porta al tramonto

effimero abbraccio sull’ali del fuoco

parole, cenere al vento.

gab

Merdaccia

Piatto del giorno.

 

Frugando nel contenuto di un sacchetto d’immondizia

mi son trovato

sparso tra gli anni

.

Dove la pelle golosa

i riccioli ramati

il cazzone mai stanco?

.

Sognano parole percorsi impossibili

scioglie la lacrima nel tempo perduto

spietata esplode la realtà

.

Sorride l’ironia

così è, nel gelido inverno

la stufetta che scalda…

piatto del giorno

Vecchio frac.

 

Sperma di cane fecondo pensiero

agogna il porco sniffando salsiccia

amore d’odio gonfia a cassaforte

canta la sirena di scoglio e catena

.

Bella l’età del fresco respiro

meglio puzzare che scaturire pena

mongolfiera per aria al vago tormento

fa solco di terra al niente che afferra

.

L’incendio dilaga nell’abisso vulcano

orgoglio di serve in culo al villaggio

principe la forma assente di nome

si vede e si tocca la frusta che schiocca.

vecchio frac

Tiramisù al baccalà.

 

Un pizzicotto per sentire che oggi è adesso

anno dopo anno splende il sole il suo tramonto

le ali sciolte al dolce sonno

sogno di cane alla catena

cercare rogne da grattare in cuccia

cambiare nome non cambia l’aquila

spulcia le piume sulla vetta solitaria

armonia il vento che canta libero

inseguendo l’orizzonte

che più lontano sa vedere.

tiramisù al baccalà

La coscienza di Kant.

 

Sorseggiando il dolce nettare

dal bicchiere di carne

svuota l’anima la parola

cocktail vaginale

bava mestruo e piscio

sperma marcio d’antiche chiavate

boccone dell’ostrica

peccato inconfessato, la vergogna

membro ideale la società del consumo

fumo camuffa i ricordi

parla il culo: “che stronzata.”

la coscienza di Kant 2

Pratico pratico.

 

Colorano le parole i vuoti piaceri

reti gettate alla pesca nel fondo

morti son vivi per vani sentieri

vivi son morti nei panni del mondo

.

Scoppia le paia d’immagine sacra

abitudine speccata dare mano per sega

pensieri di nulla in festa alla sagra

abbracciano aria la catena che lega

.

Realtà da guardare senza ombra di pena

giullare alla corte del grande bordello

fortuna la pelle che arriva alla cena

il pieno di un giorno fa allegro il budello.

pratico pratico

Progetto zero.

 

Amore di macchinette

“crocefisso e cornuto”

gracchiano arpie riflesse allo specchio

girano molle ingranaggi bulloni

tette masticate cazzi maciullati

succhiano sangue al santo lordato

.

Riposa l’orso nell’isba solitaria

rutta e grugnisce lo spietato silenzio

grigio il pelo l’arco il baleno

solo la morte può bussare alla porta

allora che importa?

allegretto vivace 2

Arri Polina l’asino “ciucco”.

 

Abbraccio caldo di parole

avvolge strusciando l’osceno serpente

lecca le pieghe arricciate di bava

rugiada luccica al sole dell’alba

scorre il fiume 

risale gli irrequieti monti

le vette innevate di latte, euforia

baciando il collo le labbra

lingua contro lingua penetra il cuore

sfonda esplode

amplesso di voluttà, furore

danza il fulmine con la sua tempesta.

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arri polin

La cenere della fenice.

 

Una foresta di nidi

le gambe aperte

da ficcarci l’uccello

di fuoco brucia la paglia d’amore

fin quanto dura

scorre il fiume bollente

inondando il piacere

e già vola

in focolare d’altro nido…gab_thumb.gif

 

la cenere della fenice

Tequila bum bum.

 

Scoregge di cane in otre forato

suonano le pive di banda in banda

grassi capponi c’inzuppano il fiato

grazia del cielo la manna che manda

.

Gira la pagina sul volo di un falco

aguzza gli unghioni per prenderla al volo

spuma sull’onda al magico imbarco

silenzi e piacere del vivere solo

.

Somma la vita gli anni in un goccio

momento soltanto leggera carezza

“d’un sorso e fracassare al cocchio”

che porta fortuna ai capricci di brezza.

riflessi

il poeta non è la poesia.

 

Giocattoli rotti punte forcute

trasporta il tir nella notte buia

sul rettilineo tutto curve

sinuoso come una bella donna

carne polposa frizzante croccante

da mordere sbranare

orgia di sangue urla

selvaggia bestialità

.

Goccia a goccia il dolce veleno

nell’orecchio di Giuda

ruggisce il poeta alla giungla infida

afrore di tigre

frusciando tra i rovi spinosi

annusa la preda.

il poeta non è la poesia

Doctor Faust.

 

Mangiare parole nel trogolo della storia

gonfia la pancia di zolfo e carbone

pane mattone che lievita a boria

fischietta il culo a scrivere canzone

.

Quartieri del mondo leggeri fumetti

d’immagine nuvola stampata su carta

arrota il fuoco i grulli concetti

spore d’atomica piovute a bombarda

.

Latte alla tetta del traduttore

il tutto fa uno a specchiare frantume

tremolante fantasma di falso dottore

il diavolo lo porta sul picco del lume.

doctor faust