Garabalda cacca manda.

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Esangue langue d’unguenti fini

vecchio dimenticato il giovane

lapide nominata sulla luce di Frank einstein

memoria di fosche losche cosche

al giro di boa la storia

l’attesa la trascendenza

pagina nodosa trama d’altre parole.

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Le anime morte

Monopoli.

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Cosa è male non si sa

ma di certo è stare qua

a guardare i rimbambiti

far la conta con i diti

cosa è bene chi lo sa

la polenta col baccalà

che si gusta per peccato

tanto meglio se leccato

tutta l’urbe s’è spiegata

a far rima con cagata

messa in mostra la vetrina

sembra proprio una latrina.

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autoscontro



Psichetta.

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La ballerina

danza sul cuore con scarpette acuminate

ma il cuore degli innamorati pompa sogni

favole prestampate

quelle frullano uragani nella testa

che quando splende il sole spompa

e torna il sereno.

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midnight dream

Cioccodata.

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Scrivere niente

leggere niente

vivere…

un mare piatto di fragile vetro

una barchetta invisibile

   le vele gonfie di niente…

e l’orizzonte

sempre lo stesso

girotondo di babbuini.

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cucchiaino


Sgancio dal motore immobile.

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Fatto il conto della vita

il primo giorno è oggi

freschezza senza tempo

buon umore frizzante

la strada cammina…

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ragno

Sfinge di tolla.

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Una gru di buon umore

nel cantiere del malanno

tira su a tutte l’ore

anche i peti nell’affanno.

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Cosa è stato che sarà

non si tocca con il dito

si può dire così cosà

per far pieno dentro il pito.

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Primavera sboccia il fiore

vola l’ape senza danno

passatempo il cuore sta

sulla siepe d’Infinito.

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svolazzi


L’età della mutua.

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In quel punto che sembra fermo tra prima e poi, le ballerine russe che seguo sui social non postano più, come si fa a scrivere una poesia senza una bella ballerina russa che piroetta anche se solo in un post di instagram?

Bestialità dilagante, un fiume che trascina avvampando allo straripamento per allagare tutto, uno spettacolo.

Il nome non è forma, uno non è universale quindi uno è un nome e universale una forma.

L’uno è singolare mentre l’universale è plurale, cioè formato da parti solide e non è l’uno che è solo una parola.

La filosofia ragiona, prendiamo ad esempio la causa prima o motore immobile di Aristotele, perché dice che la causa prima è immobile? Facile, il nome non è forma, la causa non è effetto quindi se l’effetto è movimento la causa non è movimento e se non è movimento è immobile.

Andarla a cercare questa causa prima, un concetto, la causa è nome quindi uno e l’effetto una forma, quindi universale. Tutto quello che si vede nella realtà sensibile è effetto, si vede l’effetto e lo si nomina causa, quindi la causa è un effetto nominato.

Andando al poi l’effetto è forma di una causa il cui effetto è posteriore nel tempo, nominato questo effetto posteriore si vede che è forma di una causa il cui effetto è posteriore nel tempo, nominato quell’effetto il gioco continua teoricamente all’infinito del poi.

Andando al prima la causa ha la forma di un effetto la cui causa è precedente nel tempo, la causa precedente nel tempo ha la forma di un effetto la cui causa è precedente nel tempo e anche qui si va all’infinito del prima, sempre più giù incontro a quella teorica causa prima e immobile.

La si può nominare causa prima del fenomeno, l’inizio, a questo punto qualsiasi fenomeno, opposta al punto finale.

Esempio può essere un fenomeno storico, la data d’inizio è il nome, segue il periodo che quindi è una forma fino alla data finale, dove inizia il periodo storico successivo, come in una scala di Bach ogni periodo si può suddividere in semitoni dal do al si diesis.

A questo punto si vede una lunga teoria di date fino alla causa prima, la data d’inizio.

Il motore è immobile, dove fermarsi? Nella scala cromatica ogni periodo ottava sia ascendente che discendente è simile all’altro, cambiano solo le frequenze, più alte o più basse quindi dal confronto si può probabilizzare che ogni periodo storico sia la stessa pizza, cambiano solo gli ingredienti.

Qui ci possiamo fermare…

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elicotteri

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Cimitero dentro.

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Morti anelano al massacro

per rinascere nella memoria

rintocchi di campana sulla teoria di zombi

robot programmati escono dalla tomba

folli pensieri è pieno il manicomio

via la zavorra

sulla cima di niente

l’aquila vola.

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natura

Ombra del nulla.

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Del tempo

si calpesta la polvere sulla strada

leccare per terra trionfi e massacri

il senno del poi

come il mare le sue tempeste

carica il cannone e spara alle stelle

l’inutile arrancare di un solo giorno

piuma all’arruffare del vento.

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imbarchino

Palle e pene.

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Se si muove sa di fritto

se sta fermo non va dritto

sulla carta quel che regge

tiene il ritmo dello scritto.

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Parolacce son scoregge

per chi annusa nella legge

il pallone dove fora

scoppia tutto tra le schegge.

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Va lo spirito per l’ora

chi lo vede si innamora

senza male non c’è bene

punta il dito che colora.

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cavallo