Platone.

 

Stando lì a grattar le palle

esce il genio del pisello

desiderio e questo e quello

a piacere di rosse e gialle

.

Amare solo libertà

quale essere senza avere

ali aperte da godere

in ricchezza o povertà

.

Pesa in piatto la pagnotta

di quel fare chiamato dire

porta aperta per uscire

vita d’ombra nella grotta.

 

boucher _leda_e_il_cigno

Satira sfocata.

 

Far lo scoglio in mezzo al mare

sbattuto a tutto andare

dall’acque che d’onda incazzano

dai venti che al frullo strombazzano

dai fulmini che di scossa ramazzano

.

Ohibò che non lamento fischia

quel che a piacere gioca la mischia

e che a godere di sborrare rischia

.

Bei giorni a zappettare la vigna

tra le rime che l’uccellare ispira

sia di riguardo a rogna e tigna

grattare le tasche senza una mira.

notturna sfocata

Il cazzo Cenerentola.

 

Spinge fuori desolazione

la strada che chiama

i tentacoli aperti

all’abbraccio mortale

.

Lusso e cucce di cani

dove l’ala tocca vola

la bellezza del far di mani

lava d’oro il vulcano cola

.

Tutta la vita un solo giorno

coi pastelli a colorare

il grigio tran tran che cuoce il forno

null’altro pane da reclamare

.

Attende il treno alla stazione

l’ora che segna la celeste trama

senza sicuro d’essere certi

acqua che scorre nel suo canale.

giostra

Il tuffo.

 

La pagina di carta

pennellate il colore dei sogni

impalpabile fantasia

.

Alla finestra la realtà

tapis roulant prende e trasporta

cingoli di carro armato

.

da cavalcare a pelo

per non venire schiacciati

dai capovolgimenti del caso

.

Indugi alla finestra

una fetta di torta e marmellata

  fa dolce la bava…

goccia

Piacevole immondizia.

 

Al margine del branco

ci sono tigri e leoni in agguato

non ne scappa uno

dal cerchio che chiude

.

Stracci rifiuti sudiciume

nulla di appetitoso anche solo

per uno spuntino veloce

cotanto fetore che riempie la bocca

.

Sulla linea del chiaro scuro

lì si mangia di là si è mangiati

ma qua nel letamaio

volano le mosche senza pensiero.

piacevole immondizia

Metal.

 

Spostarsi per trovare parcheggio

la vita di una macchina

uscita dall’utero in rodaggio

.

navigata in autostrada

nei motel della vita

tra una sosta e l’altra

.

pietre miliari tirate dietro

cozzo dopo cozzo

un grattacielo

.

all’ultimo piano l’elicottero

delle pompe funebri in attesa

di rottamare

.

si sta bene al piano terra

non si guarda su e se si cade

si è già in piedi.

Metal

Diesis.

 

Passato il tempo di giocare con le

bambole

che s’aprono sbrodolando

al tocco di lingua

.

Ma che tempo è adesso?

.

L’essere ancora là

e non qua

a vedere la mano far calli

dal lungo menare…

.

Mezzo tono d’accidente

messo in asta a sventolare

l’occasioni perse

la fuga lo scampo

.

Presente mare il galleggiare

con quel che è

per non affogare.

diesis

Il campo di Voltaire.

 

Quadro di terra tavolozza di fiori

volano le farfalle tra i profumi

verde zucchino rossi pomodori

vispi peperoni dai variopinti costumi

.

Una zappa per pennello

un tocco qui un altro chi lo sa

abbraccia natura il suo fardello

vento tra l’ali il ritmo che dà

.

Mostra d’arte la campagna fiorita

carne del sole che nutre la vite

piace al poeta far bella la vita

rima con fuoco e gaia dinamite.

primavera

Lupus in fabula.

Di notte

vanno i fantasmi per le strade buie

gli occhi confusi alle stelle

finestre accese della grande città

.

A vedere

sentire sussurrare della perduta vita

e piangono lacrime comete

che rigano il cielo di nostalgia

.

Il silenzio

cala col sole che sorge

luccicando di rugiada

i sogni al risveglio.

lupus in fabula

Filastrocca.

Mangiare cagare e tirare a campare

detto in breve non si sa che altro fare

nel mare di guai è vietata la caccia

d’insidie e tranelli si specchia la faccia

sveglia al mattino col cazzo che sbava

arriva la notte con in mano una fava

vita quel poco condito a pazienza

meglio del niente che offre la scienza

s’ingegna fortuna che altro non può

così fa la rima con accento sull’o.

filastrocca