Chi non risica non rosica.

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Serietà

pagliacci e buffoni ridono sotto la maschera

la mano bassa di chiacchiere

di tutto quel che si crede acca aspirata.

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Buttata la pietra nel mare

queste le onde a baciare la riva

vasi comunicanti a pagare

ruttano di culo suonando la piva.

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Fuori la testa respira

nuotando nell’acqua dei sogni

fortuna una ruota che gira

oggi così domani chissà.

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giostra

Bordellomachia.

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Danzano puttane intorno al fuoco freddo dell’attesa

carne a buon prezzo dal macellaio

lunga salsiccia di cazzo

periscopio allungato nel bavoso tunnel

spruzzi fecondi dolce salato leccati alla goccia

parlano le montagne echi di valanghe

ascoltano le tempeste oceaniche

in silenzio composte trombe d’aria e furore

intorno al vortice abisso che inghiotte.

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bordellomachia

Wanted – dead or alive –

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Una pera al sistema

nel cesso sociale ditate di merda

espressioni di traffico insoddisfatto

penombra golosa

sciogliere la polverina

siringata piena d’estasi

squarcia la vena sangue di recupero

flash liberaci dal male

esercito di pusher in parlamento

cosa dicono?

sempre più buio per cercare la scusa

dove scappare?

la prigione è ovunque.

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poeta cacciatore (3)

Punto nell’infinito.

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Di tutto quell’affanno rimane la noia di vivere

come morto davanti il giorno

a sognare dietro la notte

scoperchiarsi la tomba ad un nuovo cammino

un’altra terra da deflorare

un’altra emozione a gonfiare la vela

così nulla importa

rimane una strada senza direzione

una stanza vuota senza mura.

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auguri 21

Matti mattoni e mattini.

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Un vampiro sorge dalla tomba assetato di sangue

piovono lacrime goccioloni purpurei dalle crepe del cielo

scorreggiano gli angeli tromboni d’apocalisse

giocano a nascondino tra le date della storia

una ruota che gira tornando all’inizio

trascinando i pecoroni nel lievito del pane

gonfio pallone mesti belati

e come sulla poltrona di un teatro deserto

nascosta nel buio

l’unica luce che guarda.

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l'imbuto

Chicchiricchì.

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Fosse la fame a sognare la pastasciutta

fantasma tra le righe di un poema scritto in brutta

copia del lastrico dove precipitano illusioni

più in là di qua a fare la coda dei pavoni.

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Si vede si sente si tocca l’ignoto di vivere

sul palco di un teatro abbandonato dal piacere

a recitare di semi buttati a fiorire in un tombino

sogni fantasie chimere d’un vecchio rimasto bambino.

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Prende mira trovare la rima giusta

con la fortuna che spinge schioccando la frusta

così si fa per non fare altrimenti

meglio di peggio cavalcando accidenti.

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imbarchino

Sole che splende.

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Azzurro intenso

sbuffi di nuvolette

carezzevole venticello

volare in allegria.

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reality show

M’atarassia.

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Fra tenzone una canzone d’emozione

luce oscurata da un buio illuminato

in bilico su una bilancia d’opinione

bei tempi a scopare su un materasso a molla

saltando dall’inferno infocato al ghiaccio dei santi penitenti

viene l’amo alla gola dal grande silenzio

rotto dal singhiozzo d’una goccia dimenticata

a scivolare tra le correnti del mare

una fra tante…

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m' atarassia

Una fila di boia panatere

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Vanno i porci a salsicciare

belli grassi da scoppiare

questa è sorte d’ogni porco

e non c’è altro da fare.

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Brucia fuoco questo gelo

se ’l micione rischia il pelo

di pietà ha fatto orco

  anche al verme dentro al melo.

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Viene il tempo da carogna

a sciacquar i panni in fogna

veste adatta a gioco sporco

sé grattar basta una rogna.

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ragno

Capolinea.

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Con il cazzo malmenato

infilato in cul de sac

avanti indietro s’è fermato

accidenti al patatrac.

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Un fucile sentinella

fra i secondi chi va là

non si vede la cappella

sulla luna fa qua qua qua.

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All’affetto del buon giorno

prima o dopo bim bum bam

pizza pazza per contorno

il presente s’attacca al tram.

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tram