Categoria: Racconto

La scala stregata. (quinta figura)

L’antifona. Inquadrare il personaggio, la logica, Dùcento non è un personaggio reale, sta in un racconto e può esistere solo con la forma di parole. Una data, i personaggi dei libri, l’autore non è i personaggi quindi l’autore è solo un nome che si…

La scala stregata. (quarta figura)

        Esopo. La notte è fredda, umida, ha smesso di piovere, la falce della luna va e viene tra le nuvole, luce fioca, intermittente, non si vede da qui a lì, Dùcento cammina tenendo le mani avanti come i ciechi per non battere contro…

La scala stregata. (terza figura)

Liceo… Una scala può essere tante cose, la scala è nome singolare e le tante cose sono forma plurale, il climax letterale ad esempio è un nome e la forma quello che si legge, come una scala musicale che sale in crescendo diventa turbine…

La scala stregata. (seconda figura)

Il talento a puttane. La libertà dopo quella scala, Dùcento l’aveva sognata tanto e adesso che ce l’ha lì a portata di mano non sa se essere contento o meno, non è ancora rincoglionito al punto da non saper distinguere tra realtà e finzione,…

La scala stregata. (prima figura)

Introduzione. Pomeriggio d’autunno, cielo scialbo senza sole, dalla finestrella di un carcere si vedono cadere le foglie dai platani di un viale che costeggia il muro perimetrale, sono giallo grigie, accartocciate, volteggiano tra la polvere sollevata dalla strada, alcune si scontrano nel volo e…

La macaca. (terza figura)

La giungla. Dalla Sirenetta a Pinocchio, il non piacersi e di conseguenza il desiderio di essere un altro, si apre l’album delle figurine, scelta a non finire, che cosa sogna una macaca? Il vulcano sullo sfondo fa un botto e sputa fuori un grosso…

La macaca. (1 figura)

La macaca. (favola a puntate) Rovistando nella libreria ho trovato un libro di favole, nulla di eccezionale non fosse che non l’avevo mai visto prima, tutti i testi li ho letti e riletti e li conosco bene, questo da dove spunta? Sembra nuovo ma…

La precarietà dell’esistenza.

La precarietà dell’esistenza. In quel periodo ero innamorato cotto di una che non me la voleva dare, la cosa mi infastidiva un sacco, a quei tempi ero giovane e ogni tanto succedeva, ci deve essere un dispositivo interiore che si accende alla vista di…

Il letto.

Il letto. A quei tempi vivevo come un cane alla catena, potevo andare fino lì e non oltre perché oltre avrei potuto solo spararmi o impiccarmi o cose del genere, così stavo in quel lì a guardare gli invidiosi andare avanti e indietro facendo…

La paginetta.

Il piacere di essere uccelli, volare…ah! Una cosa che trasporta lontano, fino al nulla, arrivati lì si guarda lo spettacolo, come dire, non sempre piace però quello che non piace si può ritoccare. A quei tempi vivevo chiuso in uno stanzino pieno di colori…

Il virus mascherato.

Quella notte ero uscito dalla tomba per fare quattro passi sul monte, camminando tra alberi bui e ronzare di mosche che si appiccicano al sudore, facevo incetta e riempivo la mano poi chiudevo e riaprivo e nulla trovavo, sull’orlo del precipizio guardavo la luna…

Il cimitero degli elefanti.

Istrice a pelo ritto stavo attraversando un periodo difficile e siccome conoscevo solo quelli la cosa mi annoiava a morte, la sensazione del cibo quando scende giù dall’intestino e arriva in prossimità del culo, tutte le energie succhiate, una cosa del genere. Ragionavo sul…