Categoria: Racconto

La precarietà dell’esistenza.

La precarietà dell’esistenza. In quel periodo ero innamorato cotto di una che non me la voleva dare, la cosa mi infastidiva un sacco, a quei tempi ero giovane e ogni tanto succedeva, ci deve essere un dispositivo interiore che si accende alla vista di… Continua a leggere “La precarietà dell’esistenza.”

Il letto.

Il letto. A quei tempi vivevo come un cane alla catena, potevo andare fino lì e non oltre perché oltre avrei potuto solo spararmi o impiccarmi o cose del genere, così stavo in quel lì a guardare gli invidiosi andare avanti e indietro facendo… Continua a leggere “Il letto.”

La paginetta.

Il piacere di essere uccelli, volare…ah! Una cosa che trasporta lontano, fino al nulla, arrivati lì si guarda lo spettacolo, come dire, non sempre piace però quello che non piace si può ritoccare. A quei tempi vivevo chiuso in uno stanzino pieno di colori… Continua a leggere “La paginetta.”

Il virus mascherato.

Quella notte ero uscito dalla tomba per fare quattro passi sul monte, camminando tra alberi bui e ronzare di mosche che si appiccicano al sudore, facevo incetta e riempivo la mano poi chiudevo e riaprivo e nulla trovavo, sull’orlo del precipizio guardavo la luna… Continua a leggere “Il virus mascherato.”

Il cimitero degli elefanti.

Istrice a pelo ritto stavo attraversando un periodo difficile e siccome conoscevo solo quelli la cosa mi annoiava a morte, la sensazione del cibo quando scende giù dall’intestino e arriva in prossimità del culo, tutte le energie succhiate, una cosa del genere. Ragionavo sul… Continua a leggere “Il cimitero degli elefanti.”

L’Atte.

A quei tempi vivevo in un cimitero chiuso dentro una gabbia appesa ad un albero rinsecchito. Come inizio è poco allegro ma bisogna calcolare che la gabbia aveva la porta aperta ed il cimitero non era un cimitero qualsiasi ma ogni tomba racchiudeva un… Continua a leggere “L’Atte.”

La sibilla (quinta figura)

Uno non sa quel che l’altro vuol sapere e tutti gli altri sanno già. Il segreto di pulcinella, quanti ce ne sono? un vaso specchio, un nome forma cioè singolare e plurale contemporaneamente, pendolo apparente che gioca a tennis su un campo di Wimbledon,… Continua a leggere “La sibilla (quinta figura)”

La sibilla. (quarta figura)

La caccia alla volpe. L’occhio di dio che guarda dalla tomba, la foto con l’occhio, la foto è una tomba? Forse una credenza, gira e rigira si scrivono sempre le stesse stronzate, un manicomio, habitat naturale, l’occhio del morto, il castigamatti, le spie della… Continua a leggere “La sibilla. (quarta figura)”

La sibilla. (terza figura)

L’occhio invisibile guardava gli amanti nella foga d’amore gemiti spasmi d’eccitazione un fiume di bava colava lava incandescente dall’occhio colpevole l’ira di dio soffiava sul quadro tutto bruciava misera cenere superstite d’uno stollo di merda… Il numero per la chat. “L’occhio che guarda dalla… Continua a leggere “La sibilla. (terza figura)”

La sibilla. (prima figura)

Quella volta…ma potrebbe essere adesso, il tempo di chi scrive e di chi è scritto non si può definire con certezza perché come tutte le pagine web se si togliesse quel che hanno scritto sopra sarebbero uguali così è anche il giorno, mi sentivo… Continua a leggere “La sibilla. (prima figura)”