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Pesce d’aprile.

  Se quel dì fossi cannibale carne fresca sbranerei ricompatto bene e male tutto il sangue mi berrei . Dell’uno comprendere l’universale sguazzando tra i visceri al microscopio mangia abbuffa divora generale null’altro agente è fatto proprio . Dato fuoco al pentolone cuoce in…

Terminali.

  Sta di fatto e non di nome goder la terra i pochi spiccioli pesan gli anni malanni eccome stanno di soma a far giocattoli . C’è un uccello in cima al ramo che del sole segue il raggio tra i bocconi appesi all’amo…

Sasso in pietraia.

  Gelida realtà gelosa fiamma tra le due rive rimbalza l’onda comico recitar nel falso dramma il non potere che piove in gronda . Batte nel petto di una prigione sale per la botola del soffitto esplode nel sognar senza ragione acqua desolata d’un…

Il segno di Caino.

  Saggio chiarore di lumicino giù dalla scala la terra madre sorregge i piedi del contadino marcato a fuoco da corti ladre . Qual è la base che sorregge il mondo lieto danzare nell’aia scalza spuma del vino al brindar giocondo festa di vita…

Mondo paese.

  Fuori dal grave macchinario che di peso val quanto l’acca porta a spasso abbecedario per quel pulir fatta la cacca . Lima il freno la fortuna l’inondar più dell’avuto grane e rogne van sulla luna a illuminar testa al cornuto . Piace bere…

Il ricamo.

  Mesto menare di rava e di fava vociare di chilo che avanza in retto strumento accordato su quell’ottava annuncia l’arrivo a suono di petto . Là c’è l’uscita pel mondo vero scola la fogna che porta al mare sogni e speranze di quel…

Curriculum.

  “Io sono un cretino!” si presenta la persona seria a specchiare contrario nel vicino che sangue in vena ha fatto arteria . Filosofo nome non è la forma a negare tatto non trova gusto preso per mano da mistica torma sogno e realtà…

Excalibur.

  Sbocconcellando l’idea un mulo nella stalla dal fetore sospeso in apnea col fiato gonfia la palla . Chiuse le ali nel torbido buco catena leccata maglia su maglia ironico senso da volgere in fuco il volo nuziale al fuoco di paglia . Pesa…

La scarpetta di Cenerentola.

  Fu così che con un rutto ben fiatato fuggì l’anima bambola d’osso macinato al covo del verme la polvere prima . Fa cannuccia d’un poeta innamorato sniffando la striscia scia leccata amando il peccato lucido specchio riflette la biscia . Esplosione tempesta uragano…

Odisseo.

  Noia e prurito da grattare pene incatenato al palo della triste nave cantano sirene canzoni oscene su ali spente a menare fave. – Grava la soma di un grande apparato vestito a festa sui stracci lordi suino leccare di piatto nomato il dì…