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Sisifo.

  Mano nella mano della fortuna sulla strada invisibile che dal mattino sale alla sera la notte rotolare giù e ricominciare… . Dalla riva di là dal mare il sorriso delle bambole frange l’onda su questo scoglio spruzzando allegro le grigie piume di stoccazzo.

L’angolino.

  Sulla vetta sibila il vento la notte rimbomba l’eco l’abisso di un mondo perfetto allora viene spontaneo chissenefrega di questo chissenefrega di quello     chissenefrega di quell’altro…

Incendio.

  Casa di bambole gonfie di sborrate nel fazzoletto cazzi dimenticati nelle ovaie in fondo alla gola mummia di tempo fasciata la scia dei sogni . La cagnetta lecca i piedi dolce nettare le palle girano        il mondo l’universo tutte le stelle…

Mano d’opera.

  Scorre la vita di là dal vetro illusione e realtà contrasto palcoscenico di scintille tra maiali indaffarati a riempire salsicce guardare e non toccare.

Fracasso.

  Al profumo dei fiori in boccio vedere la feccia stagnare il fondo bicchiere d’anni gettati al muro il buio ad una nuova luce la brama di vita.

Sbaccalà.

  Volando farfalla tra i fiori aquila tra le nuvole meteora tra le stelle in punta di lingua palleggia la vita.

Etica professionale.

Nulla da dire nulla che valga la pena nulla da salvare prua verso il tramonto sul mare piatto.

Drive in.

  Soffio d’anni passati a disegnare sui muri ditate di merda per petali di fiori il profumo della vita gonfia la mongolfiera d’oblio vola alta sugli sgorbi d’esistenza alle parole la favola non cambia una virgola.

A pelo sull’attimo.

  Tra prima e poi adesso vola su ali d’incudine martellando la fucina di Vulcano forgia lo zero del tempo esplode l’aria pura del silenzio.

Gran pollare.

  Arida musa l’ispirazione d’una ballerina da sniffare il culo dall’aroma inebriato solleva la vetta all’empireo cielo amore a stantuffo fuoca la carne arde crepitando un corpo solo d’estasi abbracciato . Lenta planata alla terra cenere al soffio della realtà tra cavoli zucchini pomodori…