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Il cestino della cartastraccia.

  Notte di nuvole sparse vanno con il vento qua e là fa capolino una stella lampadina accesa impiccata al soffitto sulla luce camminano le parole vanno con la fantasia fuoco crepitante, danza selvaggia il sangue sprizza dalla preda azzannata urlo d’agonia, il banchetto,…

Alla deriva su uno stuzzicadenti usato…

  Sul tetto il sole e l’uva l’ali stanche dal troppo volare verde l’oro che al tocco matura idea di nulla nel caldo covare silenzio d’affanni, d’inutili panni semplice terra per germogliare fiorire alla vita e tornare a volare.

Assolo con accompagnamento di cicale.

  Sapersi dire no, chatting pensierosa, io non è, tu e gli altri nemmeno quello chi lo conosce quell’altro chi l’ha mai visto? che ha da pensare questo col caldo che fa? st’altro batte e ribatte sul solito chiodo mai esistito… Silenzio un rutto,…

Fuochi gallici.

  Digerire bulloni arrugginiti, ferri da stiro scassati, bidoni d’immondizia, baldracche mummificate, peli di culo di Mammut… va be’, poi si fa il ruttino. Musica di contrasto, accostamenti elettrici, scintille, su e giù di pistoni, animazione di platee gremite svolazzanti intorno al palcoscenico. Luci della…

Se non avessi avuto i denti marci ti avrei baciata.

  Pensare altro precipizio sulla realtà zero zufola do re mi fa… volo ad ali aperte tintinnar di musica noterelle nuvolette paroline pizzica il culo alla bella addormentata strilla la fata la bacchetta magica lingua aguzza stantuffa la righetta bagnata fresca rugiada lecca sorgente…

Piazza Allaria.

  Pagliuzza ai capricci dell’Opera tramontati gli anni, soli, uno dopo l’altro all’orizzonte di oggi software dalla cornice dura uva che bolle nel tino ubriaca progetti affanni sogni nel cestino dimenticati fantasmi di ieri la tomba aperta della storia si specchiano alla fonte tira…

L’uccello di fuoco.

  Vestito di fuoco la musica vola parole colori immagine la fiaba fate e folletti per le vigne abbandonate strisciano le radici solleva la terra una zappa tra le dita solca la via un asino raglia in lontananza l’alba che sorge insensibile pietra gelo…

L’elicottero.

  Parola buttata sasso nel pantano dalle echi fatta girotondo allargandosi all’oceano perduto di mala gente in male affare mal veduta…   Buco nell’acqua solo ricordo maree d’ossa scricchiolanti contro il portone in penosa attesa d’obolo a masticar sotto la lingua frangono l’onda…  …

Rimandato in chimica.

  Vagabondo tra stanze vuote muri d’acqua scorre la pelle vizza assemblea condominiale di leucociti affamati pezzi sparsi di quel che non sarà ballonzolato qua e là meglio stare in piedi i mille mestieri centomila assurdi da non contare miliardi i microbi uno sull’altro…

Solita pizza.

  Nebbia labirintico garbuglio la vita una sfida continua corsa ad ostacoli fuori dal bene e dal male l’utile che viene in tasca derapate d’astronave nell’ingorgo traffico bolle di sapone i giorni scoppiate oggi aere svolazzante       sulla pagina scritta…

Una notte annoiato sperando in niente.

Il cosmo ovunque si guarda il manicomio deserto infocato che avanza Il macrocosmo                   girano le stelle costellazioni allo specchio                                                                 Una porta per uscire                                                          aprire la finestra e volare via fumo dal camino alla nuvola Il microcosmo                                    senza pietà l’acqua…